Ci sono vittorie che valgono per il punteggio e vittorie che valgono per quello che dicono di una squadra e di un uomo. Quella di Creta contro la Grecia, 0-1 in favore dell'Italia nel secondo e ultimo test prima della pausa estiva, appartiene alla seconda categoria. Silvio Baldini, commissario tecnico ad interim della Nazionale, ha parlato ai microfoni della Rai al triplice fischio con la soddisfazione di chi sapeva fin dall'inizio di non stare scommettendo nel buio.
LA SODDISFAZIONE DI CHI AVEVA RAGIONE - «Non avevo regalato dei complimenti così a caso, io so del valore di questi ragazzi» ha detto Baldini, senza nascondere un filo di orgoglio per aver avuto ragione contro quanti storcevano il naso. «Quando capiscono che avere regole è una risorsa, hanno assunto un grado di maturità importante». Parole che raccontano molto del metodo di un allenatore che ha sempre messo al centro il gruppo prima del singolo, e che in questo breve mandato azzurro ha scelto di puntare su giovani di qualità anziché su certezze logorate dal tempo.
LA RISPOSTA AI CRITICI - La scelta di portare in Nazionale la sua rosa dell'Under 21 era parsa a molti un azzardo, quasi una mossa senza prospettiva per due amichevoli di transizione. Baldini ha risposto nel modo che preferisce: sul campo. «A me interessa fare bene il mio lavoro, ma nel mondo del calcio ci sono persone che ti danno delle etichette» ha dichiarato con la franchezza che lo contraddistingue. «Do una risposta sul campo su questi ragazzi: non sono uno scappato di casa, la strada è lunga e tortuosa». Due vittorie in due partite — la prima contro il Lussemburgo, la seconda stasera contro la Grecia — sono una risposta difficile da contestare. I nerazzurri in Nazionale stanno vivendo le proprie avventure iridate, mentre l'Italia guarda da lontano e costruisce il proprio futuro con i giovani voluti da Baldini.
IL FUTURO E LA CONTINUITÀ - Al termine dell'amichevole, la domanda più naturale riguardava il domani di Baldini sulla panchina azzurra. Molti, dopo questo doppio test, vorrebbero che restasse. Il tecnico ha glissato con eleganza: «Ho voluto essere utile, altri discorsi non mi interessano. Volevo che i ragazzi venissero valorizzati per quello che sono». Una risposta che dice tutto e non dice niente, che lascia aperte tutte le porte senza aprirne nessuna. Il suo mandato ad interim si chiuderà formalmente dopo le elezioni federali del 22 giugno, quando la FIGC avrà i nuovi vertici e potrà indicare il commissario tecnico definitivo.
UN PENSIERO AL SETTORE GIOVANILE - A chiudere la serata, una riflessione sul sistema-Italia che va oltre il singolo risultato. Interpellato sull'Under 17 e sul lavoro nei settori giovanili, Baldini ha risposto con la visione di chi conosce il calcio italiano dall'interno: «La nostra famiglia lavora con dei principi, tutti i settori giovanili hanno sempre fatto bene e il problema è sempre stato il salto finale. Penso che questo scalino sia meno ripido». Un'osservazione che suona come un programma, o almeno come una speranza: che il talento prodotto nei vivai azzurri trovi finalmente una strada più agevole verso la Nazionale maggiore. Un percorso nel quale Baldini, in poche settimane, ha già lasciato un segno riconoscibile.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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