Nella mente di Vincenzo Italiano c'è un fermo immagine che ritorna come un mantra ossessivo, un fotogramma da proiettare nello spogliatoio per scuotere le coscienze sopite: la notte di Vigo. È a quella vittoria in Europa League, esempio di furore e solidità, che il tecnico si appella per riattivare la scintilla in un gruppo che sembra aver smarrito la bussola. Il messaggio recapitato alla squadra alla vigilia è inequivocabile: nei momenti in cui il destino chiama e serve una scossa sismica per invertire l'inerzia, questo gruppo non ha mai tradito. Contro l'Atalanta non si tratta solo di una partita di cartello, ma di una necessaria operazione di rianimazione per una squadra che non può più permettersi il lusso dell'errore.

IL CROLLO VERTICALE E LA SINDROME DA SVANTAGGIO – I numeri, freddi e impietosi, certificano un'emorragia tecnica che va tamponata immediatamente - rimarca La Gazzetta dello Sport -. Il fortino del Dall'Ara, un tempo inespugnabile, ha mostrato crepe preoccupanti, cedendo il passo a Cremonese e Juventus e concedendo un pari nelle ultime tre uscite casalinghe. Il ruolino di marcia recente parla di una squadra che non assapora il gusto dei tre punti da cinque turni (tre sconfitte e due pareggi) e che soffre di una patologica fragilità difensiva: la porta rossoblù viene violata sistematicamente da dieci gare consecutive. A preoccupare maggiormente è l'approccio mentale: in otto delle ultime nove occasioni, i felsinei si sono ritrovati a dover rincorrere lo svantaggio, palesando inoltre una vulnerabilità cronica sui calci piazzati, costati ben quattro reti nelle ultime tre partite.

CLASSIFICA IMPIETOSA: L'EUROPA NON ASPETTA – Se a Casteldebole la parola d'ordine è "nessun dramma", uno sguardo alla graduatoria impone un bagno di realismo. Quella Bologna che dopo il blitz di Udine del 22 novembre sembrava pronta a scalare l'Everest, oggi si ritrova a guardare le vette col binocolo. Con Como, Juventus e Roma che accelerano, l'obiettivo europeo rischia di sfumare e la sfida contro l'Atalanta assume i contorni di uno spareggio per non perdere il treno che conta. Italiano sa che ventitré giorni non bastano per disimparare il calcio, ma è consapevole che una "presunzione inconsapevole" può trasformarsi nella sabbia capace di inceppare anche gli ingranaggi migliori.

L'ARMA TOTALE: ORSOLINI E IL DIGIUNO DA SPEZZARE – Per scardinare le certezze nerazzurre, il tecnico si affida al suo uomo più imprevedibile, quell'ex (seppur fugace) che risponde al nome di Riccardo Orsolini. Nel sistema di gioco di Italiano, che demanda agli esterni il peso della produzione offensiva, il rientro del numero 7 dal primo minuto è considerato la chiave di volta. L'Orso, fermo a quota sei centri in campionato, vive un digiuno su azione che dura ormai da ottanta giorni, dalla trasferta di Cagliari del 19 ottobre. Senza le sue fiammate, la manovra bolognese appare piatta e compassata: serve il suo mancino per riaccendere la luce in un attacco che ha un disperato bisogno di ritrovare la via del gol con trasporto adrenalinico.

IL FATTORE DALL'ARA: GELO E PASSIONE – Nonostante le previsioni meteo avverse e la neve caduta nelle ultime ore, che non dovrebbe comunque mettere a rischio il match, il popolo rossoblù risponderà presente. Sono attesi circa 27.000 spettatori per spingere la squadra in un momento cruciale: il Bologna non vince in casa dal 9 novembre e il pubblico non ha dimenticato lo spettacolo offerto fino a due mesi fa. Prima della trasferta insidiosa di Como, la sfida alla Dea rappresenta un bivio da "ora o mai più". Italiano lo ribadirà anche oggi: il tempo delle parole è finito, serve l'azione.

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Sezione: L'avversario / Data: Mer 07 gennaio 2026 alle 07:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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