La marcia di avvicinamento alla delicata sfida capitolina entra nella sua fase cruciale. La truppa nerazzurra ha già toccato il suolo romano, portando con sé l'ambizione intatta di chi vuole continuare a stupire, ma anche il peso di qualche defezione eccellente a cui far fronte con la consueta mentalità da battaglia.

L'INFERMERIA E IL PIANO RECUPERO - A Zingonia è rimasto un piccolo presidio di lusso. Charles De Ketelaere e Giacomo Raspadori non sono saliti sul volo charter che ieri pomeriggio ha condotto la squadra verso la Città Eterna, costretti a marcare visita e a rimandare l'appuntamento col campo. Insieme a loro è rimasto blindato alla base anche Ederson: il centrocampista brasiliano, dopo aver sostenuto un provino cruciale nella giornata di ieri, proseguirà il lavoro personalizzato al centro sportivo. L'obiettivo dello staff medico dell'Atalanta è unanime e chiaro: tentare il tutto per tutto per restituirlo a Raffaele Palladino in vista dell'imminente incrocio di campionato, fissato per sabato alla New Balance Arena contro l'Udinese.

I DUBBI DELLA VIGILIA - Lontano da Bergamo, il tecnico campano sfrutterà la mattinata odierna per l'ultima, decisiva sgambatura di rifinitura. Il taccuino dell'allenatore è ancora denso di ballottaggi che verranno sciolti solamente a ridosso del fischio d'inizio. Le indicazioni filtrate nelle ultime ore, tuttavia, tracciano una gerarchia piuttosto definita nell'undici titolare: là davanti, la fisicità esplosiva di Nikola Krstovic sembra avere la meglio sull'estro di Gianluca Scamacca. Nelle retrovie, la grande esperienza di Berat Djimsiti si fa preferire all'impeto di Isak Hien, mentre in mediana le sapienti geometrie di Mario Pasalic appaiono in netto vantaggio rispetto al dinamismo puro dello statunitense Yunus Musah.

L'ESODO SILENZIOSO - Sugli spalti del settore ospiti non ci sarà la consueta marea travolgente delle grandi occasioni, ma un nucleo irriducibile pronto a farsi sentire a squarciagola. Saranno esattamente centoquattro i cuori nerazzurri che stasera sfideranno i chilometri e i disagi logistici del turno infrasettimanale per sostenere la maglia. Una presenza numericamente intima, ma dal peso specifico incalcolabile per spingere la formazione orobica verso l'impresa.

In sfide da dentro o fuori di questa portata, in fin dei conti, non conta chi resta a casa o quanti siano i fedelissimi a popolare gli spalti: la differenza la farà l'anima di un gruppo che ha già ampiamente dimostrato al mondo intero di sapersi esaltare proprio quando le contingenze sembrano remare contro.

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Sezione: Primo Piano / Data: Mer 04 marzo 2026 alle 07:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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