Nel laboratorio tattico di Zingonia, il ruolo degli esterni non rappresenta una semplice sfumatura strategica, ma il vero e proprio motore pulsante della manovra. Proprio per questo, fa un certo rumore la preoccupante involuzione tecnica di Raoul Bellanova: l'esterno, arrivato per spaccare in due le difese avversarie, si ritrova oggi intrappolato in un intricato labirinto. Una crisi d'identità inattesa che priva l'Atalanta di una pedina considerata fondamentale ai nastri di partenza.
IL BUIO DOPO LA FLEBILE ILLUSIONE - La parabola discendente del laterale destro vive di continui alti e bassi, con i secondi decisamente preponderanti. Il rientro graduale dall'infortunio al bicipite femorale, che lo aveva costretto ai box per un mese intero, sembrava aver restituito a Palladino un giocatore rigenerato nello spirito e nelle gambe. L'assist servito nella sfida di Coppa Italia contro la Juventus aveva acceso una speranza, bruscamente spenta e calpestata dalle recenti uscite. Contro il Napoli sono piovuti severi fischi dagli spalti già al termine della prima frazione, e il rientro dal primo minuto nella disgraziata sfida contro il Sassuolo ha confermato un'imprecisione cronica e una totale mancanza di cinismo nei momenti cruciali. Le sostituzioni sistematiche e premature sono diventate la naturale e spietata conseguenza di un apporto vicino allo zero.
I FANTASMI DI JURIC E L'OMBRA DEL PASSATO - A gravare psicologicamente sulle spalle del ragazzo c'è inevitabilmente lo specchio di una passata stagione straordinaria - approfondisce Tuttomercatoweb.com -, chiusa con l'incredibile traguardo della doppia cifra alla voce assistenze tra campionato e coppe. Un'eredità pesante che Bellanova non è riuscito a onorare fin dai primissimi vagiti di questo torneo. Addirittura sotto la gestione di Juric, il mentore che in teoria ne aveva forgiato le qualità, l'esterno ha alternato cavalcate poderose a errori marchiani in fase di impostazione, vanificando la spinta offensiva. L'unico lampo isolato di quella parentesi resta la pregevole prova offerta contro il Marsiglia, impreziosita da un assist per Lookman purtroppo cancellato dal Var.
IL PESO DEI MILIONI E I TERZINI VOLANTI - La pazienza dell'ambiente è messa a dura prova, soprattutto considerando che la dirigenza ha sborsato la bellezza di venticinque milioni di euro per blindarne il cartellino. Un esborso economico importante che stride violentemente con l'attuale rendimento. A fare da impietoso contraltare alla sua involuzione ci pensano le garanzie assolute offerte dai compagni di reparto: Zappacosta e Bernasconi si stanno rendendo protagonisti di un'annata ampiamente positiva, dotata di ampi margini di miglioramento, riuscendo a coprire senza contraccolpi le mancanze e i vuoti lasciati dal collega sulla catena di destra.
L'ULTIMA CHIAMATA PER IL RUSH FINALE - Il tempo degli esperimenti e degli alibi è ufficialmente scaduto. Per invertire una rotta fin qui disastrosa, il numero sedici dovrà fare appello a tutte le sue risorse in questo incandescente finale di stagione, tatuandosi nella mente il mantra inequivocabile imposto dallo stesso Palladino: «Bisogna essere pronti a tutto, specialmente se si hanno i mezzi per incidere davvero». O si cambia marcia ora, o il grande investimento rischia di tramutarsi nella più grande delusione dell'anno.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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