L'Arena Garibaldi si prepara a ospitare una delle sfide più proibitive della stagione. Il Pisa di Alberto Gilardino attende l'Atalanta lanciatissima di Raffaele Palladino in un match che vale punti pesanti per la salvezza e per l'Europa. In conferenza stampa, il tecnico toscano non si nasconde: analizza con lucidità l'emergenza di una rosa corta, accoglie con entusiasmo i nuovi arrivi Durosinmi e Bozinov e detta la linea per provare a sgambettare la corazzata bergamasca. Tra la necessità di migliorare il rendimento interno e la volontà di non parlare di tabù, Gilardino chiede ai suoi equilibrio, coraggio e un pizzico di quella "sana incoscienza" vista nel secondo tempo di Udine. E sul mercato, nonostante le difficoltà di gennaio, promuove gli sforzi della società. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:
Mister, partiamo dall'attualità più stringente. Ieri sono stati annunciati Durosinmi e Bozinov, e si parla di altri arrivi imminenti. Come giudica questi acquisti e, vista l'emergenza, potrebbero essere impiegati già domani sera?
«Ieri è stato il primo allenamento per Bozinov e il secondo per Durosinmi. Stanno bene e hanno mostrato un entusiasmo contagioso, con una gran voglia di mettersi subito a disposizione. Sarà compito mio valutare il minutaggio per la partita di domani, tenendo conto che Durosinmi ha giocato l'ultima volta a metà dicembre e anche Bozinov deve ritrovare il ritmo gara. Dovrò stare attento nelle considerazioni e nella gestione. Per quanto riguarda la rosa, è vero, la coperta è corta, è un dato di fatto. Ma sono sereno perché vedo i ragazzi allenarsi quotidianamente con un'attitudine straordinaria. Non li cambierei con nessun altro per la sfida di domani».
A proposito di infermeria e mercato: ci sono novità su Cuadrado e sugli altri infortunati? E si aspetta altri rinforzi, visto lo sforzo economico della società?
«L'elenco degli assenti è lungo: Albiol, Usuardi, De Nunzio, Bural, Cuadrado, Stanks e Ainiro ancora in Coppa d'Africa. Per Cuadrado non ho tempi certi, deve ricominciare a lavorare con la palla. Sul mercato, la società sta facendo sforzi enormi in una finestra difficile come quella di gennaio. Oltre a Durosinmi e Bozinov, il club è vigile e lavora forte. C'è un allineamento costante e un confronto quotidiano tra me e la dirigenza, e questo è un aspetto molto positivo».
Il rendimento casalingo, soprattutto contro le grandi, è stato finora un tallone d'Achille: spesso buone prestazioni vanificate alla distanza. Contro l'Atalanta cambierà qualcosa o insisterà sulla vostra identità?
«Incontriamo una squadra fortissima, costruita per la Champions League. L'Atalanta di Palladino viene da cinque vittorie nelle ultime sei gare, sappiamo la qualità che affronteremo. Noi vogliamo interrompere la loro striscia positiva, ma non voglio sentir parlare di "tabù Arena": non è rispettoso per i tifosi che ci sostengono sempre e per i ragazzi che hanno sempre onorato la maglia. Gli ingredienti dovranno essere equilibrio, coraggio e quel pizzico di incoscienza che ci ha contraddistinto nel secondo tempo di Udine. Dobbiamo ripartire da quella reazione per cercare di concretizzare quanto di buono costruiamo».
A Udine ha chiesto spregiudicatezza e si è visto un tridente offensivo. È un sistema riproponibile? E in difesa, vista la squalifica di Caracciolo, toccherà a Coppola?
«Francesco Coppola sta bene ed è una delle opzioni, così come Calabresi, Canestrelli e il nuovo arrivato Bozinov, che mi è sembrato subito attento. Farò le ultime valutazioni nelle prossime 24 ore. Per quanto riguarda l'atteggiamento, la spregiudicatezza comporta sì avere giocatori offensivi in campo, ma richiede una predisposizione mentale al sacrificio in fase difensiva da parte di tutti. Se continueremo a lavorare così, con lo spirito visto a Udine, questo assetto potrà diventare un nostro principio fondamentale».
Il girone di ritorno è come il secondo quadrimestre a scuola: bisogna rimediare alle insufficienze dell'andata, specialmente negli scontri diretti dove avete raccolto poco (4 punti su 18 con le ultime sette). È questa la chiave di lettura?
«La chiave è pensare una partita alla volta. Dobbiamo giocarcela sempre con coraggio e quel pizzico di follia necessaria per fare punti. È vero, abbiamo meno punti di quanti ne avremmo meritati per il gioco espresso, ma la classifica dice questo ed evidentemente dobbiamo migliorare. Il girone di ritorno sarà fondamentale, in casa e fuori, per dare un'impronta convincente al nostro cammino e rimediare a quei numeri».
Quanto incideranno i nuovi acquisti e il rinnovamento dell'attacco in questa missione?
«I giocatori nuovi portano energia positiva e linfa vitale. Durosinmi e Bozinov hanno mostrato subito la predisposizione mentale giusta. Chiunque arriverà dovrà integrarsi immediatamente nel DNA e nello spirito di questo gruppo, che è solido e coeso».
Rispetto all'esordio dell'andata contro l'Atalanta, in cosa è cambiato il Pisa? E come sta Tramoni dopo il gran gol di Udine?
«La squadra è cresciuta nella consapevolezza di poter stare in questa categoria. Molti singoli hanno fatto un percorso importante. Per quanto riguarda Matteo Tramoni, sono io ad essere molto esigente con lui perché conosco le sue qualità enormi. Ha velocità, spunto e gol nel DNA: pretendo che metta tutto questo a disposizione della squadra, anche domani».
A Udine Touré è partito dalla panchina. Scelta tecnica o fisica?
«Idrissa aveva avuto un problema alla caviglia e non si era allenato il giorno prima, quindi è stata una scelta puramente precauzionale. Lo vedo sempre bene, è normale che possa avere qualche alto e basso giocando sempre, ma in questo periodo è in forma e sono convinto che ci darà una grande mano».
A Udine avete fatto registrare numeri record: 36 cross e 7 tiri in porta. È segno di maturità raggiunta? E come giudica la crescita di Angori?
«Mi auguro con tutto il cuore che la squadra abbia raggiunto questo livello di maturità. I numeri di Udine, come quelli col Parma, testimoniano la nostra capacità di creare. Dobbiamo solo essere più concreti e decisivi quando portiamo la palla in area. Samuele Angori sta facendo un percorso di crescita velocissimo, deve continuare con questo atteggiamento».
Ci descrive le caratteristiche di Bozinov?
«È un mancino, può fare il braccetto di sinistra nella difesa a tre. È giovane e dovrà imparare a "sporcarsi" in questo campionato, non essere troppo pulito. L'ho visto solo in un allenamento e in video, ma mi ha colpito la sua intelligenza e la voglia di imparare durante le sessioni video. Questo velocizzerà il suo inserimento».
Si parla spesso di dettagli: le palle inattive, sia a favore che contro, sono un aspetto da migliorare visto il gol preso a Udine?
«Assolutamente sì. Prendere un gol su piazzato come quello di Udine è inaccettabile e l'ho detto chiaramente alla squadra. Serve maggiore cattiveria, agonismo e attenzione. Lavoriamo ogni settimana per limare questi errori e migliorare i dettagli, perché in Serie A fanno la differenza».
Ultima curiosità: in porta giocherà Scuffet o Perisan?
«Giocherà Scuffet. A Udine ha fatto una partita ordinata e in questo momento è il portiere che mi dà maggiore sicurezza».
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