Era finita oltre un anno fa sulla panchina, ma adesso finirà anche sui libri contabili. La Juventus si appresta a chiudere definitivamente il capitolo Thiago Motta: il contratto dell'allenatore italo-brasiliano, firmato nel 2024 e valido fino al 2027, prevede una clausola che consente alla società bianconera di risolverlo in anticipo a partire da questo mese di giugno 2026. La Signora eserciterà tale opzione, pagando un indennizzo leggermente inferiore allo stipendio annuale netto del tecnico — 3,5 milioni — e liberandosi di un ingaggio pesante che gravava sul bilancio. Motta torna libero a tutti gli effetti: nessun vincolo, nessun club. L'era è finita davvero.
IL PRECEDENTE CHE BERGAMO RICORDA BENE - il fantasma nerazzurro aleggia ancora sulla Continassa: fu proprio il 4-0 dell'Atalanta di Gasperini il 5 marzo 2025 a rappresentare la pietra tombale dell'avventura di Thiago Motta, il cui esonero venne ratificato formalmente la settimana seguente dopo un ulteriore 0-3 in trasferta a Firenze. Quella serata al Gewiss Stadium — nel secondo anno prima dell'inaugurazione della New Balance Arena — rimane nella memoria collettiva nerazzurra come una delle più complete dell'era Gasperini. Per Motta, fu l'inizio della fine. Il successore Igor Tudor ereditò la squadra e all'ultima giornata centrò la Champions, ma quell'impresa non ha cambiato la valutazione sul progetto — comunque interessante — del tecnico originario di Bauru.
LA JUVENTUS DELLA CONTINUITÀ: COMOLLI CONFERMA SPALLETTI - Il divorzio da Motta si consuma mentre alla Continassa si respira un'aria completamente diversa rispetto ai ribaltoni dell'autunno scorso. John Elkann ha scelto la continuità: il plenipotenziario Damien Comolli è stato confermato, e con lui lo è stato Luciano Spalletti, che ha firmato un rinnovo fino al 2028 dopo aver preso in corsa il posto di Tudor il 30 ottobre scorso. La stagione 2025/26 non è stata soddisfacente — sesto posto finale, Europa League al posto della Champions, uscita ai quarti di Coppa Italia — ma Elkann ha preferito evitare un nuovo anno zero. Una scelta di stabilità, forse anche di fatica accumulata dopo troppi ribaltoni. Quando il divorzio da Motta sarà ufficializzato, la Signora avrà finalmente un solo allenatore a libro paga: nei giorni dell'arruolamento di Spalletti, i bianconeri ne pagavano contemporaneamente tre, inclusi i già esonerati Motta e Tudor.
THIAGO MOTTA, L'ANNO DI PAUSA E LA VOGLIA DI RIPARTIRE - Thiago Motta ha ricevuto diverse offerte in questo anno e mezzo — dall'Italia e dall'estero — ma nessuna l'ha convinto del tutto. Il tecnico ha trascorso questi mesi nel suo buen retiro di Cascais, in Portogallo: famiglia, giri in moto, viaggi in Spagna e in Inghilterra per seguire Premier League e Liga dal vivo, tenendosi aggiornato sulle innovazioni dei colleghi. Un periodo di studio e di riflessione, tipico di un allenatore che non ha fretta di accettare qualcosa di mediocre. Quando rientrerà, vorrà farlo nel posto giusto. Nel frattempo, anche il suo nome era stato accostato all'Atalanta nelle settimane convulse della primavera prima della scelta definitiva di Sarri.
SPALLETTI E IL NODO TUDOR: IL CIRCO È FINITO - Luciano Spalletti guiderà dunque la Juventus nella prossima stagione senza concorrenti interni alla bacheca delle buste paga. Tudor aveva già risolto il contratto poco dopo il suo avvicendamento, nel 2026 aveva vissuto la complicata parentesi al Tottenham — durata poche settimane prima di un altro esonero per fare spazio a De Zerbi —, e ora si cerca una nuova collocazione. Il pagamento dell'indennizzo a Motta chiude definitivamente quella stagione di sovraffollamento tecnico. La Juventus volta pagina — come ha già fatto Cristiano Giuntoli a Bergamo — e prova a ricostruire la propria identità attorno a un allenatore, finalmente uno solo – come scrive La Gazzetta dello Sport –.
Thiago Motta libero, Spalletti confermato, Tudor già altrove. Il caos della Continassa è finito. Adesso comincia la ricostruzione vera.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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