La Juventus si risveglia improvvisamente prigioniera delle proprie paure, rivivendo un incubo sportivo che tra le mura amiche dell'Allianz Stadium mancava da quasi un anno solare. Un tracollo inatteso che riapre antiche ferite e proietta ombre inquietanti sul futuro di un progetto tecnico già in grave affanno, rievocando spettri dal forte sapore orobico.

IL PRECEDENTE BERGAMASCO - Esattamente lo scorso cinque marzo del 2025, la compagine piemontese subiva la sua ultima grande umiliazione casalinga. In quell'occasione, a banchettare sulle rovine bianconere fu la straripante Atalanta guidata da Gian Piero Gasperini, capace di imporsi con un perentorio quattro a zero. Quella severa lezione di calcio impartita dalla Dea rappresentò di fatto la pietra tombale sull'avventura di Thiago Motta, il cui esonero venne poi ratificato formalmente la settimana seguente dopo un ulteriore rovescio per tre a zero incassato in trasferta contro la Fiorentina.

LA RIVOLUZIONE MANCATA - Da quella clamorosa disfatta, la società sabauda ha tentato di rivoltare il club dalle fondamenta. Hanno stravolto i quadri dirigenziali, rinnovato pesantemente il parco calciatori e affidato la panchina alle sapienti mani di Luciano Spalletti. Eppure, a distanza di dodici mesi, la cura non sembra aver funzionato e il quadro clinico appare persino peggiorato: se il campionato dovesse emettere oggi il suo verdetto definitivo, la Vecchia Signora si ritroverebbe clamorosamente esclusa dalla prossima edizione della Champions League.

ABISSO CONTINENTALE - A rendere ancora più irrespirabile il clima ci ha pensato la recente e sanguinosa spedizione in terra turca. Il mortificante cinque a due rimediato martedì scorso sotto i colpi del Galatasaray ha trasformato l'imminente match di ritorno in una pura formalità, certificando una virtuale quanto dolorosa estromissione dalla massima vetrina europea e assestando un colpo durissimo al morale dello spogliatoio.

SPALLETTI SULLA GRATICOLA - Di fronte a questo scenario desolante, gli interrogativi sulla tenuta della guida tecnica diventano inevitabili. Quella panchina che appena una settimana fa sembrava ancora solida, oggi trema vistosamente. Il calendario, cinico, mette l'ex commissario tecnico di fronte a un crocevia da brividi: tra mercoledì e domenica si giocherà l'intera annata, affrontando prima il disperato ritorno dei playoff europei e poi l'autentico scontro diretto per il quarto posto contro la Roma, allenata proprio da quel Gasperini che l'anno scorso innescò il ribaltone.

In caso di un doppio naufragio, sarebbe semplicemente impossibile non mettere Luciano Spalletti sul banco dei principali imputati. Nel calcio i cicli possono nascere e morire nello spazio di una settimana, e a Torino il tempo degli alibi è ufficialmente scaduto.

© Riproduzione Riservata

Sezione: Le Altre di A / Data: Sab 21 febbraio 2026 alle 17:51
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture
Print