Il calcio moderno è sempre più un crocevia di talenti senza confini, ma la parabola di Nicolò Tresoldi ha il sapore di un vero e proprio intrigo internazionale. L'attuale centravanti del Club Brugge sta incantando l'Europa a suon di gol, eppure al centro dei suoi pensieri ci sono due direzioni ben precise: il richiamo del Milan, sua squadra del cuore fin da bambino, e il rapporto ormai logoro con l'Italia, una cocente delusione che lo ha spinto definitivamente tra le braccia della nazionale della Germania.

IL SOGNO ROSSONERO - L'ambizione più grande dell'attaccante cresciuto a Gubbio non è affatto un mistero. Confidandosi alle pagine del settimanale SportWeek, il ragazzo ha confessato un'ossessione sportiva che lo accompagna sin dalle prime luci dell'alba. «Diventare il centravanti titolare del Milan? È la fiamma che mi spinge a sacrificarmi e a lavorare duramente ogni singolo giorno», ha rivelato con enorme trasporto. «Attualmente sto benissimo in Belgio e sono perfettamente consapevole che il percorso di crescita è ancora lungo, ma quell'obiettivo è fisso nella mia mente. Ci penso letteralmente ogni mattina non appena apro gli occhi».

IL SILENZIO DI COVERCIANO - Se il futuro nei club è un foglio bianco ancora tutto da scrivere, il capitolo legato alle selezioni nazionali ha già assunto contorni amari per il nostro Paese. Nato a Cagliari, svezzato in Umbria, esploso calcisticamente in terra teutonica e con origini materne argentine, il bomber aveva l'imbarazzo della scelta. La sua decisione, però, nasce da una profonda amarezza. «Sinceramente mi sarei aspettato almeno un contatto dall'Italia, magari solo per fare due chiacchiere e conoscersi, considerando che ho anche segnato due reti in Champions League. Ma da Coverciano il telefono non ha mai squillato».

L'ABBRACCIO TEDESCO - Di fronte alla totale indifferenza tricolore, l'accoglienza ricevuta oltre le Alpi ha inevitabilmente fatto pendere l'ago della bilancia. «Il fascino dell'Italia resta indiscutibile, ma diverso tempo fa ho preso la ferma decisione di giocare per la Germania», ha spiegato senza troppi giri di parole. «La loro federazione mi ha prospettato un percorso tecnico preciso, facendomi sentire immediatamente importante e amato. Per un professionista, percepire questa fiducia è un elemento vitale. Per questo motivo, il mio cammino proseguirà con loro senza rimpianti».

Un gioiello offensivo sfuggito ai radar nostrani per un clamoroso difetto di comunicazione, o forse per semplice miopia tecnica. L'Europa ha già imparato a conoscere i suoi colpi: chissà se un giorno, magari proprio sul prato di San Siro, il sistema calcistico italiano non debba pentirsi amaramente di quella mancata telefonata.

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Sezione: Calcio Estero / Data: Sab 21 febbraio 2026 alle 18:02
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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