Il conto alla rovescia per i prossimi impegni della Nazionale italiana Gennaro Gattuso stringe i tempi, e il palcoscenico della New Balance Arena si prepara ad accogliere uno spettatore d'eccezione. In occasione dell'imminente e delicatissimo scontro diretto tra l'Atalanta e il Napoli, il commissario tecnico Rino Gattuso siederà in tribuna per valutare da vicino la spina dorsale tricolore della formazione bergamasca. Il vero osservato speciale, tra le tante frecce a disposizione di Raffaele Palladino, è senza dubbio Giorgio Scalvini, ormai lanciatissimo verso il definitivo ritorno in maglia azzurra dopo un autentico calvario fisico e mentale.

IL DOMINIO IN CAMPIONATO - Lasciatisi alle spalle gli spettri clinici e i piccoli acciacchi che lo hanno frenato tra i mesi di settembre e novembre, il difensore ha ritrovato una continuità di rendimento impressionante all'interno dei confini nazionali. Le statistiche della Serie A parlano di un giocatore ritrovato: dodici gettoni complessivi impreziositi da due marcature, e un duemilaventisei vissuto da assoluto intoccabile. Nelle otto gare disputate nel nuovo anno solare, la guida tecnica lo ha sempre schierato dal primo minuto, restituendogli la totale leadership sul versante di centrodestra. Un rodaggio perfetto che lo proietta con prepotenza verso una maglia da titolare contro la corazzata campana, forte del totale riposo vissuto martedì in terra tedesca.

IL PARADOSSO CONTINENTALE - A fare da contraltare al suo strapotere nel torneo tricolore c'è un percorso europeo vissuto quasi interamente dietro le quinte - scrive La Gazzetta dello Sport -. Le fatiche di Champions League lo hanno visto protagonista col contagocce: appena dieci minuti racimolati al debutto assoluto contro il Paris Saint-Germain, seguiti da una lunga serie di panchine al cospetto di corazzate del calibro di Chelsea, Athletic Bilbao, Union Saint-Gilloise e, da ultimo, Borussia Dortmund. Una gestione oculata e protettiva che gli ha permesso di rimettere a lucido il motore senza rischi eccessivi.

LA LUNGA RICORSA DOPO IL BUIO - Riconquistare i cancelli di Coverciano significa chiudere definitivamente un cerchio apertosi in modo crudele nel giugno del duemilaventiquattro. Il sogno di disputare gli Europei si infranse sull'erba durante l'ormai inutile recupero di campionato contro la Fiorentina (posticipato per la tragica scomparsa di Joe Barone), a causa della drammatica rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Da quel baratro sportivo, il centrale ha saputo risalire con una forza incrollabile. Un talento purissimo che aveva bruciato le tappe esordendo a soli diciotto anni e mezzo sotto l'egida di Roberto Mancini contro la Germania, per poi essere confermato e coccolato anche dalla successiva gestione di Luciano Spalletti.

I GIOIELLI SUL TACCUINO - La spedizione lombarda del selezionatore azzurro non si limiterà però a monitorare il solo reparto arretrato. Tra i pali, le prestazioni di altissimo profilo di Marco Carnesecchi ne legittimano la presenza fissa nel gruppo azzurro, confermandosi come la più credibile alternativa al titolare Gigio Donnarumma. Sulle corsie esterne, le quotazioni di Lorenzo Bernasconi sono in costante ascesa: l'esterno si è ritagliato un ruolo fondamentale nello scacchiere orobico e potrebbe rappresentare un innesto vitale per sopperire alle carenze della corsia mancina dell'Italia. L'attenzione sarà altissima anche sul fronte offensivo, dove si attendono segnali di forte vitalità da un Gianluca Scamacca alla disperata ricerca della scintilla perduta.

L'ATTESA PER IL BABY FENOMENO - C'è poi un capitolo speciale dedicato al futuro, che porta il nome di Honest Ahanor. Il gioiellino nerazzurro, nato in Italia da famiglia di origini nigeriane, spegnerà le fatidiche diciotto candeline proprio nella giornata di lunedì. La sua volontà di indossare i colori della Nazionale è granitica, ma le tempistiche burocratiche per l'ottenimento del passaporto impongono pazienza, rischiando di far slittare le prossime chiamate. Un traguardo inevitabile, tuttavia, per un prospetto destinato a bruciare l'erba del Gewiss Stadium.

La fucina bergamasca si conferma un serbatoio vitale e inesauribile per le ambizioni della nostra Nazionale. Se il blocco storico cerca il definitivo rilancio, le nuove leve bussano con arroganza alle porte del grande calcio, garantendo all'Italia un ricambio generazionale forgiato nella feroce cultura del lavoro.

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Sezione: Primo Piano / Data: Sab 21 febbraio 2026 alle 07:36
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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