Fabio Capello non usa mezzi termini per vivisezionare la dolorosa sconfitta incassata dall'Atalanta nell'andata dei playoff di Champions League. Chiamato a tracciare un bilancio del disastroso martedì europeo delle italiane, l'ex commissario tecnico ha puntato i fari sulla prestazione della compagine bergamasca contro il Borussia Dortmund, individuando precise responsabilità strategiche nelle scelte di Raffaele Palladino e denunciando un gap atletico ormai cronico per le squadre del nostro campionato.

IL DIVARIO FISICO E TECNICO - L'analisi del decano degli allenatori parte da un presupposto inequivocabile: appena l'asticella della competizione continentale si alza, le nostre formazioni finiscono in debito d'ossigeno. Il tonfo in terra teutonica, in quest'ottica, non rappresenta una sorpresa assoluta, ma la fisiologica conseguenza di una netta inferiorità in termini di ritmo, continuità di manovra e pura cilindrata atletica. «I gialloneri stanno attraversando un momento di forma smagliante e hanno letteralmente dominato il confronto, facendo valere una supremazia schiacciante sia dal punto di vista muscolare che qualitativo, specialmente nella zona nevralgica del centrocampo», ha evidenziato l'opinionista alle colonne de La Gazzetta dello Sport, inserendo le difficoltà lombarde in un preoccupante quadro di debolezza sistemica.

L'ACCUSA ALLA GUIDA TECNICA - Il vero nodo critico della serata tedesca, tuttavia, risiede nell'interpretazione tattica dell'incontro. Capello imputa all'allenatore nerazzurro un'eccessiva rigidità dogmatica, colpevole di aver facilitato il compito ai padroni di casa. Affrontare una corazzata simile accettando sistematicamente i duelli individuali a tutto campo si è rivelato un azzardo pagato a carissimo prezzo. «In notti europee di questo livello, l'esasperazione dell'uno contro uno va assolutamente evitata», ha sentenziato senza appello. «Il mister non ha voluto snaturare minimamente il suo classico spartito di gioco, rifiutandosi categoricamente di modellare la squadra in base alle caratteristiche e alla debordante forza dell'avversario».

LE SPERANZE PER IL RITORNO - Guardando al match di ritorno, l'ottimismo è ridotto al lumicino. Nonostante le recenti dichiarazioni intrise di speranza da parte del tecnico campano, convinto che il calore della propria gente possa ribaltare l'inerzia della qualificazione, l'avvertimento dell'ex allenatore suona come un severo monito. «Se non assisteremo a un profondo e radicale cambio di filosofia tattica, i rischi di subire un'altra lezione restano altissimi», ha ammonito chiaramente. Le probabilità di strappare il pass per gli ottavi di finale, stando alle sue personalissime proiezioni, si attestano non oltre il quaranta per cento, costringendo la truppa bergamasca a una gara di totale rincorsa.

L'Europa, insomma, non fa sconti all'ostinazione e punisce severamente chi non sa flettersi per assorbire i colpi. Per sperare di prolungare l'avventura in coppa, i nerazzurri dovranno dimostrare di aver appreso in fretta questa durissima lezione, trasformando un fallimento tattico in una memorabile notte di maturità e riscatto.

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Sezione: Primo Piano / Data: Ven 20 febbraio 2026 alle 07:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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