Il sogno europeo dell'Atalanta guidata da Raffaele Palladino passa attraverso una vera e propria montagna da scalare. Dopo la dolorosa sconfitta per 2-0 incassata all'andata in terra tedesca, la formazione bergamasca è chiamata a ribaltare le sorti della qualificazione contro il Borussia Dortmund nel catino infuocato del Gewiss Stadium. Per strappare l'accesso diretto al turno successivo servirà una vittoria con tre gol di scarto, mentre un successo con due reti di margine prolungherebbe la contesa ai tempi supplementari ed eventualmente ai calci di rigore. Un'impresa indubbiamente ardua e inedita per la dimensione internazionale dei nerazzurri, ma che la storia delle competizioni continentali e i freddi precedenti statistici non etichettano affatto come impossibile.

UNA SU SEI - Dalla nascita dell'attuale format della Champions League - descrive L'Eco di Bergamo -, risalente alla stagione 1992/93, sono ben diciotto le occasioni in cui una squadra è riuscita a passare il turno dopo aver perso la gara d'andata con almeno due gol di scarto. Analizzando i dati delle fasi a eliminazione diretta (preliminari esclusi), su 146 confronti caratterizzati da un divario netto al primo round, la rimonta si è concretizzata nel 12,3% dei casi. Stringendo il campo esclusivamente alle sfide con due reti esatte da recuperare, proprio la situazione in cui versa la compagine lombarda, il tasso di successo sale al 15,9%: tredici ribaltoni su ottantadue tentativi. In sintesi, la statistica dice che la risalita dal -2 riesce circa una volta su sei.

LE GRANDI IMPRESE - La competizione regina ha abituato il pubblico a capovolgimenti di fronte leggendari. Il Barcellona firmò il miracolo per eccellenza nove anni fa, annullando il 4-0 del Psg con un clamoroso 6-1 al Camp Nou, per poi subire ironicamente la stessa sorte nelle annate successive contro la Roma (da 4-1 a 0-3) e il Liverpool (da 3-0 a 0-4). Per quanto riguarda le squadre italiane chiamate a recuperare esattamente due reti, spicca l'exploit della Juventus, che ribaltò l'Atletico Madrid con un perentorio 3-0 trascinata dai suoi campioni, vendicando i passati tentativi falliti da Milan e Napoli in condizioni analoghe.

I PRECEDENTI DELLA DEA E LA REGOLA DECADUTA - In campo europeo, il club bergamasco non si è mai trovato a dover gestire un passivo superiore a una lunghezza dopo i primi novanta minuti. Nelle sei occasioni in cui ha perso di misura l'andata, è riuscito a qualificarsi due volte, entrambe nella storica Coppa delle Coppe 1987/88 contro Merthyr Tydfil e Ofi Creta. Il destino ha voluto che ci fosse proprio il Borussia Dortmund sulla strada europea della Dea otto anni fa in Europa League: in quel caso il 3-2 in Germania fu seguito da un amaro 1-1 a Reggio Emilia. Oggi, a differenza di allora, la squadra può però contare su un piccolo vantaggio normativo: l'abolizione della regola dei gol in trasferta, che altrimenti avrebbe reso il mancato gol al Signal Iduna Park un macigno ben più pesante.

I MIRACOLI IN COPPA ITALIA E IL MURO TEDESCO - Se in Europa manca l'esperienza delle super rimonte, entro i confini nazionali la Dea ha già dimostrato di poter fare l'impossibile. In Coppa Italia spicca l'epica risalita del 1997 contro il Genoa, quando il 3-0 subito a Marassi venne cancellato da un magico 4-0 casalingo maturato interamente nel secondo tempo. Esistono anche altre risalite da -1, tra cui la memorabile semifinale di due anni fa vinta 4-1 contro la Fiorentina dopo la sconfitta di misura all'andata. L'ostacolo più grande, tuttavia, resta la tradizione del Borussia Dortmund: in Champions League i tedeschi si sono sempre qualificati (cinque su cinque) quando hanno vinto l'andata con due o più gol di scarto. L'unico, lontanissimo crollo risale alla Coppa Uefa 1987/88, quando un rassicurante 3-0 casalingo sul Brugge venne spazzato via da un mortificante 5-0 ai supplementari in Belgio. Un minuscolo spiraglio nel muro giallo a cui tutta Bergamo è pronta ad aggrapparsi.

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Sezione: Serie A / Data: Gio 19 febbraio 2026 alle 20:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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