Incassare un colpo a freddo rischia di stordire chiunque, ma Raffaele Palladino sa perfettamente come mantenere lucida la mente della sua Atalanta. Dopo il due a zero patito in terra tedesca contro il Borussia Dortmund nell'andata dei playoff di Champions League, l'allenatore campano sceglie la via della fermezza per analizzare una serata nata storta. Niente drammi o rassegnazione, ma una radiografia spietata degli errori commessi e una granitica certezza: la qualificazione per gli ottavi di finale è un discorso tutt'altro che archiviato.

IL PIANO SBRICIOLATO - Il tecnico non nasconde il rammarico per un approccio che ha immediatamente compromesso l'inerzia tattica dell'incontro. «Il vero dispiacere è aver regalato loro un gol di vantaggio a freddo. Abbiamo incanalato la sfida esattamente sul binario che volevamo evitare fin dal principio», ha ammesso ai canali ufficiali del club. La frustrazione nasce dalla consapevolezza tattica: la letalità dei tedeschi nell'attaccare la profondità con uomini veloci e possenti era un fattore ampiamente studiato, eppure la retroguardia si è fatta sorprendere alle primissime battute.

LETTURE E RIMPIANTI - Le due reti teutoniche sono nate da dinamiche dolorosamente simili, situazioni che gridano vendetta per la facilità con cui si sono sviluppate. «Potevamo senza dubbio gestire e leggere quelle transizioni in modo diverso. Anche il secondo gol, nato da un rapido uno-due, è figlio di una situazione che dovevamo arginare con più malizia», ha spiegato l'allenatore. Un paradosso assoluto, se si considera che, tolte quelle due fiammate letali, i padroni di casa non hanno quasi mai impensierito la porta bergamasca: «Contro una compagine così prestigiosa abbiamo rischiato pochissimo, concedendo di fatto solo due tiri in tutta la partita».

LA SCOSSA NELLA RIPRESA - Se i primi quarantacinque minuti sono stati macchiati da sbavature tecniche e da una evidente imprecisione negli ultimi sedici metri, la seconda frazione di gioco ha mostrato un volto decisamente più confortante. L'inerzia è passata gradualmente tra i piedi dei nerazzurri, mentre l'intensità dei gialloneri è andata fisiologicamente scemando. «Nel secondo tempo ci siamo espressi su livelli molto più alti. Loro hanno abbassato il ritmo e noi siamo cresciuti visibilmente», ha sottolineato, evidenziando le trame create e purtroppo non capitalizzate.

LA CHIAMATA ALLE ARMI - Archiviata l'amarezza del fischio finale, lo sguardo è già proiettato verso la gara di ritorno. L'allenatore traccia la rotta per l'impresa e chiama a raccolta l'intero popolo orobico per trasformare la New Balance Arena in un inferno sportivo per gli avversari. «Abbiamo giocato solamente il primo tempo di questa doppia sfida. Ci crediamo fermamente: se hanno fatto due gol loro, possiamo benissimo farli anche noi a casa nostra. Mi aspetto una vera e propria bolgia sugli spalti per spingerci a ribaltare il risultato».

L'OSTACOLO PARTENOPEO - Prima di rituffarsi nell'atmosfera europea, però, il calendario impone un passaggio cruciale per le ambizioni tricolori. C'è un big match alle porte che non ammette distrazioni o cali di tensione. «Adesso il focus si sposta immediatamente sulla sfida contro il Napoli», ha concluso il mister, dettando le rigorose priorità del gruppo. «Sarà vitale recuperare in fretta tutte le energie fisiche e mentali, poi torneremo a pensare esclusivamente alla Champions».

La strada verso la gloria continentale si è fatta improvvisamente ripida, ma il condottiero nerazzurro ha già fornito le coordinate per la rimonta. Il ribaltone è un'ipotesi più che concreta, a patto di ritrovare quella perfezione tattica e quel furore agonistico che hanno reso invincibile questa squadra.

© Riproduzione Riservata

Sezione: Primo Piano / Data: Mer 18 febbraio 2026 alle 10:25
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture
Print