La ferita europea brucia ancora sulla pelle dell'Atalanta, tornata dalla trasferta contro il Borussia Dortmund con un fardello pesante sulle spalle e tante certezze da ricostruire. A metterci la faccia nel day after del Westfalenstadion è Nicola Zalewski, lucido nell'analizzare una serata nata storta e finita peggio, ma altrettanto fermo nel rilanciare le ambizioni del gruppo. L'esterno polacco non cerca alibi, traccia la via per un'impresa nel match di ritorno e suona la carica in vista dell'imminente, cruciale banco di prova in campionato contro il Napoli.
IL PESO DEGLI EPISODI - Il rammarico principale ruota attorno alla pessima gestione dei momenti chiave della sfida. Subire una rete a freddo ha inevitabilmente scombinato l'approccio alla gara, ma il vero delitto sportivo, secondo il giocatore, si è consumato a un passo dall'intervallo. «Incassare un colpo del genere dopo appena tre minuti ti condiziona pesantemente a livello mentale», ha ammesso il laterale ai canali ufficiali del club. «Ma nella prima frazione non possiamo assolutamente permetterci di prendere il secondo gol al quarantaduesimo. Dovevamo chiudere sotto di una sola rete, per potercela giocare diversamente nella ripresa. Questo ha indirizzato la partita».
PIANI SALTATI E SCUSE - La delusione è palpabile, soprattutto per il lavoro tattico vanificato in un battito di ciglia. Il giocatore esprime profondo dispiacere per l'intero ambiente, consapevole che l'avvicinamento alla sfida europea era stato curato nei minimi dettagli. «Mi rammarica moltissimo per tutto lo staff e per la squadra, avevamo preparato questa notte nel migliore dei modi», ha confessato. «È chiaro che quando vai sotto quasi istantaneamente, l'impianto tattico e gli schemi saltano per aria. Nonostante tutto, siamo stati bravi a costruire le nostre occasioni, dimostrando che abbiamo comunque le armi per fargli male».
LA FIAMMELLA DELLA SPERANZA - Vietato però alzare bandiera bianca prima del tempo. Se la prestazione in terra tedesca è stata opaca, la convinzione di poter invertire la rotta resta intatta nello spogliatoio orobico. L'ala nerazzurra rifiuta categoricamente la resa e fissa l'obiettivo per il match di ritorno: «Ci credevamo prima e ci crediamo fortemente anche adesso. Sappiamo di aver offerto una prova ben al di sotto delle nostre aspettative e che possiamo fare molto di più. Ma finché ci sarà anche solo una minima possibilità, noi scenderemo in campo per giocarcela fino alla fine».
L'IMPERATIVO PARTENOPEO - Il calendario, tuttavia, non concede tregue per rimuginare sugli errori continentali. Prima di pensare alla complicata rimonta europea, l'agenda impone un rapido reset per tuffarsi nuovamente nelle dinamiche della Serie A, dove alle porte c'è un incrocio di altissima classifica che non ammette distrazioni. «Adesso la testa deve andare immediatamente alla sfida contro il Napoli», ha tagliato corto il polacco, dettando le priorità. «Si tratta di uno snodo troppo importante, assolutamente fondamentale per il nostro cammino in campionato. Dobbiamo focalizzarci su questo obiettivo già da adesso».
La tempesta in Germania ha lasciato scorie pesanti, ma le parole dell'esterno certificano la tempra di un gruppo che non ha intenzione di sfaldarsi alle prime difficoltà. Tra i sogni di un'epica rimonta e la dura realtà tricolore, il destino della stagione passa tutto da questi prossimi, incandescenti giorni.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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