Il naufragio europeo di Dortmund porta con sé inevitabili strascichi e analisi spietate. A vivisezionare la sconfitta per 2-0 incassata dall'Atalanta ci ha pensato Fabio Capello, intervenuto dagli studi televisivi di Sky Sport per commentare a caldo l'andata dei playoff di Champions League. L'ex tecnico non ha usato mezzi termini per fotografare una prestazione opaca, dominata dalla superiorità atletica del Borussia Dortmund e condannata da un atteggiamento tattico eccessivamente compassato.

STRAPOTERE TEDESCO - Il focus dell'autorevole commentatore si sposta immediatamente sull'enorme divario di intensità visto sul prato tedesco. Secondo la sua attenta lettura, i padroni di casa hanno dettato legge mettendo in mostra una condizione straripante, abbinata a una fisicità e a una velocità di esecuzione fuori dal comune. Di contro, la compagine orobica è incappata in una serata di preoccupante involuzione: «L'Atalanta ha mosso troppo lentamente la palla, era un continuo passaggio orizzontale dove la sfera finiva per rimanere sempre lì», ha evidenziato in diretta, bocciando senza appello la fluidità della manovra nerazzurra.

ATTACCO SPUNTATO - La riflessione si fa ancora più pungente quando tocca il tasto dolente del reparto avanzato. L'assenza di guizzi e la totale incapacità di saltare il diretto avversario hanno spento sul nascere qualsiasi velleità di rimonta. «Sono mancati gli attaccanti in questa serata, nessuno riusciva mai a saltare l'uomo per creare la superiorità numerica», ha sentenziato severamente ai microfoni dell'emittente satellitare. Una mancanza di estro e imprevedibilità che ha reso la vita estremamente facile all'arcigna retroguardia giallonera, mai realmente andata in affanno.

UNICO SQUILLO E OCCASIONI - In un contesto offensivo così avaro di emozioni, l'unico a tentare di accendere la luce è stato l'esterno sinistro. L'opinionista salva parzialmente l'intraprendenza mostrata nella prima frazione, pur sottolineandone la scarsa cattiveria al momento di concretizzare: «Le uniche sortite, due occasioni o per meglio dire un'occasione e mezza, sono nate nel primo tempo da Nicola Zalewski, che però non ha saputo approfittarne e non è riuscito a scoccare il tiro», ha chiosato, ribadendo come nel complesso sia stata una partita giocata a ritmi troppo, troppo lenti per sperare di impensierire i tedeschi.

Uscire indenni dall'inferno di Dortmund richiedeva ben altra marcia. Le parole dell'ex commissario tecnico suonano come un inequivocabile campanello d'allarme per Raffaele Palladino: al ritorno servirà ritrovare brillantezza, coraggio e, soprattutto, quel furore agonistico indispensabile per provare a ribaltare un verdetto pesantissimo.

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Sezione: Champions League / Data: Mar 17 febbraio 2026 alle 23:28
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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