La sconfitta maturata sul prato del Signal Iduna Park non ha minimamente scalfito le certezze e il morale della retroguardia orobica. Sulla stessa lunghezza d'onda del compagno di reparto Isak Hien, a prendere la parola per cementare le speranze del popolo nerazzurro è stato Odilon Kossounou. Il roccioso difensore ivoriano dell'Atalanta ha analizzato il complicato incrocio europeo contro il Borussia Dortmund, lanciando un messaggio di incrollabile fiducia e determinazione in vista del decisivo round di ritorno che decreterà chi staccherà il pass per gli ottavi di Champions League.

IL FATTORE AMBIENTALE - Intercettato ai microfoni dell'emittente Amazon Prime nel concitato post-partita, Odilon Kossounou ha riconosciuto con grande lucidità le oggettive difficoltà ambientali e tecniche affrontate in terra tedesca. L'impatto con la spinta incessante del pubblico locale e l'assoluta qualità degli avversari non hanno colto di sorpresa il centrale, ben consapevole del valore della corazzata teutonica. «Sappiamo perfettamente quanto siano forti e temibili quando giocano tra le mura amiche», ha ammesso il giocatore, fotografando fedelmente un match in cui l'intensità e la fisicità dei padroni di casa hanno recitato un ruolo cruciale nell'indirizzare il primo atto del doppio confronto.

IL PATTO PER LA RIMONTA - Il leale riconoscimento dei meriti avversari, tuttavia, non scalfisce di un millimetro l'animo battagliero della truppa guidata da Raffaele Palladino. La chiosa dell'intervento dell'ex difensore del Bayer Leverkusen si trasforma in un vero e proprio inno all'ottimismo, svelando il patto d'acciaio che unisce lo spogliatoio in vista del prossimo, rovente appuntamento casalingo. «Crediamo ancora fermamente nella qualificazione per la gara di ritorno», ha sentenziato con tono perentorio. Una dichiarazione d'intenti cristallina che spazza via i timori e fissa l'obiettivo: sovvertire i pronostici avversi trasformando lo stadio di Bergamo in un catino infuocato capace di spingere la squadra verso l'impresa.

La strada verso il turno successivo è indubbiamente in salita, ma il segnale che filtra dai vertici della difesa è inequivocabile. La Dea è ferita ma estremamente viva, pronta a gettare il cuore oltre l'ostacolo e ad azzannare la partita di ritorno con la ferocia tipica delle grandi notti europee.

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Sezione: Interviste / Data: Mer 18 febbraio 2026 alle 00:01
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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