Il fortino della New Balance Arena si prepara ad accogliere un avversario ferito e con le ossa rotte. Mentre l'Atalanta prosegue la sua marcia con il vento in poppa, sotto il Vesuvio piove sul bagnato: l'infermeria azzurra miete un'altra vittima illustre, privando Antonio Conte del suo leader difensivo proprio alla vigilia del delicatissimo scontro diretto contro la Dea e compromettendo i piani tattici partenopei per buona parte del girone di ritorno.

IL RESPONSO CLINICO - Il verdetto emerso dagli esami strumentali a cui si è sottoposto Amir Rrahmani non lascia alcuno spazio all'ottimismo. Dopo lo stop forzato accusato nel corso del match contro la Roma, il difensore ha varcato le porte del Pineta Grande Hospital per accertare l'entità del problema. La società campana ha diramato un bollettino che suona come una sentenza inappellabile, svelando come «gli accertamenti odierni abbiano evidenziato una lesione di alto grado a carico del bicipite femorale della coscia sinistra». Un trauma di grave entità per il quale il giocatore ha immediatamente dovuto intraprendere il lungo percorso riabilitativo.

UN DANNO DEVASTANTE - Il quadro clinico descritto rappresenta lo scenario peggiore in ambito muscolare per un atleta di vertice. Le lesioni di alto grado indicano spesso una rottura totale del tessuto o della giunzione muscolo-tendinea, una condizione estremamente delicata che si accompagna a un evidente ematoma, fitte di dolore acuto e l'assoluta impossibilità di contrarre la fascia muscolare interessata. Questa complessa diagnosi impone una prognosi altrettanto severa, con tempi di recupero fisiologici stimati in una finestra temporale che oscilla tra le otto e le dodici settimane, senza escludere la possibilità di uno stop ancora più dilatato.

LA MAPPA DELLE ASSENZE - Tradotto in termini di calendario, l'allenatore salentino perde il suo baluardo arretrato per un periodo compreso tra i due e i tre mesi. Il centrale dovrà forzatamente alzare bandiera bianca non solo per l'imminente e cruciale incrocio di Bergamo contro l'Atalanta, ma anche per una lunghissima lista di impegni pesanti che comprende Hellas Verona, Milan, Lazio, Torino, Lecce, Cagliari e Parma. Il suo rientro sul rettangolo verde è ipotizzabile solamente a cavallo tra la seconda metà di aprile e gli inizi del mese di maggio, concedendogli, forse, giusto il tempo per un'apparizione nel rush finale del torneo. Di conseguenza, Antonio Conte si trova costretto a compiere un autentico miracolo sportivo per reinventare in emergenza totale gli automatismi della propria linea difensiva.

Per la macchina perfetta orchestrata in casa nerazzurra si presenta un'occasione tattica da capitalizzare al massimo. Affrontare un Napoli così vulnerabile e obbligato a stravolgere i propri meccanismi difensivi è un vantaggio oggettivo che l'Atalanta dovrà essere spietata a sfruttare per continuare a sognare in grande.

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Sezione: L'avversario / Data: Mar 17 febbraio 2026 alle 18:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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