C'è un luogo in Europa dove il calcio fattura centinaia di milioni senza mai smarrire la sua vocazione popolare, un'officina dorata capace di forgiare fuoriclasse a getto continuo. L'Atalanta fa visita a un club che rappresenta l'invidia e il modello per mezza Serie A, un impero sportivo ed economico che ha saputo trasformare la ricerca del talento in una vera e propria scienza esatta, ergendosi a ostacolo titanico sulla strada verso gli ottavi di finale di Champions League.

IL DOGMA DELLA PLUSVALENZA - L'approccio teutonico alla scoperta dei campioni si discosta radicalmente dalle accademie tradizionali come la Masia blaugrana. Qui non si ambisce a costruire il fenomeno fin dalla culla. L'esercito degli osservatori gialloneri macina ore davanti ai monitor e sui campi di tutto il pianeta con una direttiva chiara: individuare ragazzi tra i quindici e i venti anni, acquistarli per pochi milioni offrendo loro un progetto tecnico inattaccabile, per poi rivenderli a peso d'oro. Una catena di montaggio che ha generato ricavi mostruosi. Solo considerando i vari Haaland, Pulisic, Sancho, Götze, Gittens e le cessioni monstre di Bellingham (127 milioni) e del Pallone d'oro Dembélé (148 milioni), le casse della società hanno incamerato oltre mezzo miliardo di euro. L'unico scivolone di valutazione? Il centravanti Isak, scaricato con imperdonabile fretta.

VETRINA E SOSTENIBILITÀ - Questa filosofia aziendale fa gola non solo alle casse del club, ma anche alla fitta rete dei procuratori internazionali. La società tedesca non trattiene i giocatori a vita, ma offre loro il palcoscenico ideale della Bundesliga per maturare senza bruciarsi, prima di cederli al miglior offerente. Una regola d'oro applicata anche a profili pescati in età più adulta, come Akanji, Malen, Gundogan o Aubameyang, passando per i colpi a parametro zero alla Lewandowski o ai prestiti secchi ma stellari come quello di Hakimi. Il risultato è un bilancio in salute: sette delle ultime dieci stagioni si sono chiuse in attivo, con le uniche eccezioni negative legate esclusivamente al triennio nero della pandemia.

L'ENCLAVE AZZURRA - In questo crocevia di destini calcistici - scrive La Gazzetta dello Sport -, c'è anche un pezzo d'Italia che cresce lontano dai riflettori della nostra Serie A. Il vivaio tedesco ospita promesse del calibro di Filippo Mane, Luca Reggiani e Samuele Inácio, tutti stabilmente nel giro delle nostre selezioni giovanili. E proprio sull'italo-brasiliano si è soffermato l'allenatore Kovac in conferenza stampa, regalando un'investitura pesantissima: «Samuele non ha ancora 18 anni, ma è un trequartista dalle caratteristiche importanti. Penso che sarà il futuro di questa squadra e della Nazionale italiana».

IL TEMPIO E LA TRADIZIONE EUROPEA - Ma il vero cuore pulsante di questa corazzata resta il suo stadio di proprietà. I numeri della stagione in corso fanno spavento: con una media di 81.365 spettatori, è l'impianto più popolato al mondo. L'anima di questo catino è l'iconico Muro Giallo, una curva che da sola ospita quasi venticinquemila anime in piedi (capienza ridimensionata per le norme europee). Se in patria competere per il titolo con il Bayern Monaco è un'impresa spesso disperata (otto i campionati vinti nella Ruhr), in Champions i tedeschi sono di casa, vantando dieci partecipazioni consecutive e ben due finali disputate.

LA SFIDA ALLA DEA - A guidare le ambizioni dei padroni di casa c'è la ferma volontà del tecnico croato di scrivere un'altra pagina di storia, centrando la terza finale personale del club. Ma il rispetto per la compagine bergamasca è assoluto. «L’Atalanta è un avversario da prendere tremendamente sul serio», ha chiosato l'allenatore. «Ci aspettano due sfide complicate e logoranti, ma il nostro unico obiettivo è conquistare il pass per gli ottavi».

Per la formazione di mister Palladino si profila una battaglia epica contro un sistema calcistico quasi perfetto. Ma l'Atalanta, che di miracoli sportivi e programmazione se ne intende parecchio, non si presenterà certo in Germania per recitare la parte della vittima sacrificale.

© Riproduzione Riservata

Sezione: L'avversario / Data: Mar 17 febbraio 2026 alle 08:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture
Print