Il richiamo della propria terra è un canto della sirena a cui è quasi impossibile resistere. Dopo anni di esilio volontario, l'icona indiscussa della sponda giallorossa del Tevere Francesco Totti è pronta a riprendersi il suo posto, e lo fa lanciando un messaggio di stima inequivocabile a chi, in un passato non troppo remoto, ha fatto le fortune dell'Atalanta, cioè Gian Piero Gasperini. L'annuncio tanto atteso scuote la Capitale e promette di ridisegnare gli equilibri dirigenziali di una diretta concorrente per i vertici della classifica.

LA RIVELAZIONE - A margine di un evento commerciale targato Betsson, l'ex fantasista ha squarciato il velo di Maya concedendosi ai microfoni di Sky Sport. Le voci che si rincorrevano da settimane non sono più semplici indiscrezioni: il rientro in società è una trattativa concreta e le discussioni procedono a vele spiegate. «La Capitale rappresenta da sempre la mia casa, che io ne faccia parte ufficialmente o meno», ha confessato Totti, ammettendo senza filtri la veridicità delle indiscrezioni sul suo conto. Le parti stanno limando gli ultimi dettagli per trovare la quadratura perfetta, con la chiara speranza, confermata dal diretto interessato, di arrivare presto a una fumata bianca.

IL PATTO CON L'EX DEA - Il passaggio più succulento dell'intervento riguarda il rapporto umano e professionale con l'attuale guida tecnica romanista. L'ex bandiera ha svelato un gustoso retroscena: un incontro conviviale, avvenuto a cena qualche settimana fa, in cui è scoccata la scintilla con l'indimenticato allenatore dei miracoli orobici Gasperini, manifestando il reciproco desiderio di collaborare. «Sta svolgendo un lavoro clamoroso e il suo impatto è stato fortissimo», ha sentenziato, ribadendo come l'intero ambiente sia compatto nel sostenere il mister per centrare il traguardo della qualificazione in Champions League. Tra una portata e l'altra, i due non hanno parlato esclusivamente di tattica, costruendo un feeling che promette di rivelarsi decisivo per le sorti del club.

LA STRATEGIA AMERICANA - Se sul palco dell'evento aveva preferito mantenere un profilo basso e abbottonato («Stiamo valutando diverse situazioni per capire cosa poter fare insieme», aveva glissato la leggenda), dietro le quinte il piano della famiglia Friedkin appare già perfettamente tracciato. Il percorso di reinserimento prevede un approccio graduale: i primissimi mesi lo vedranno operare in veste di consulente esterno, per poi assorbirlo con una posizione molto più salda nell'organigramma dirigenziale. La proprietà ha in mente un progetto a tutto tondo: un peso specifico nell'area sportiva, ma anche il volto simbolo per le celebrazioni dell'imminente centenario e l'ambasciatore d'eccezione per la costruzione del nuovo stadio.

Un matrimonio che s'ha da rifare, insomma. E con un condottiero navigato in panchina e un fuoriclasse del genere in scrivania, la nuova era giallorossa si candida a diventare una variabile impazzita e pericolosa per i sogni di gloria di tutta la Serie A, Atalanta compresa.

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Sezione: Altre news / Data: Lun 16 febbraio 2026 alle 22:50
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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