Il ritmo incalzante del calendario non concede tregua, ma quando l'inno della Champions League sta per risuonare, la fatica lascia magicamente il posto all'adrenalina pura. L'Atalanta si prepara a vivere un'altra notte da brividi sul palcoscenico continentale, e Raffaele Palladino non nasconde l'emozione e la carica agonistica alla vigilia di questo fondamentale crocevia. Intervenuto ai microfoni dei canali ufficiali del club nerazzurro, l'allenatore campano ha tracciato la rotta verso la sfida d'andata, predicando un delicato equilibrio tra l'entusiasmo travolgente che una gara simile porta fisiologicamente con sé e la necessaria maturità tattica per affrontare un avversario ricco di insidie. La parola d'ordine è "leggerezza", unita a una fame feroce e alla consapevolezza che il pass per gli ottavi di finale si deciderà sulla lunga distanza dei centottanta minuti. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:

Mister, il calendario non concede respiro e si torna immediatamente in campo, archiviando momentaneamente il campionato per tuffarsi nelle notti magiche di Champions League. Come si gestiscono le energie psicofisiche in vista di un appuntamento così cruciale?
«È vero, non c'è letteralmente sosta e il tempo a disposizione tra una gara e l'altra è ridotto al minimo indispensabile. Tuttavia, posso garantirvi che partite di questo calibro e di questo fascino ti regalano stimoli extra capaci di far riaffiorare energie fisiche e mentali che non pensavi nemmeno di avere. È una sfida così bella, affascinante e nevralgica per il nostro percorso che abbiamo recuperato le forze in un istante e non vediamo l'ora di calcare il terreno di gioco. Dal punto di vista tattico abbiamo avuto un solo giorno pieno per preparare l'incontro, ma ho visto nei ragazzi una concentrazione e un'attenzione maniacale durante la seduta. Hanno recepito ogni indicazione. L'aspetto fondamentale è che, a partire da domani e fino alla gara di ritorno, dovremo essere estremamente lucidi nel ragionare sempre nell'ottica dei centottanta minuti».

Si dice spesso che sfide di questa caratura si preparino da sole dal punto di vista delle motivazioni. Al netto dell'impatto emotivo, quali sono le maggiori insidie tecniche che nasconde questa partita e come pensate di arginare la forza dell'avversario?
«L'aspetto emotivo e la spinta motivazionale nascono spontaneamente quando affronti certe competizioni, questo è indubbio. Ma poi, come giustamente sottolineato, c'è il campo, e lì non basta solo il cuore. Affrontiamo un avversario formidabile, che gioca un calcio propositivo, segna moltissimo e vanta individualità di primissimo livello. Sarà imperativo curare ogni singolo dettaglio e prestare massima attenzione ai particolari, comprese le palle inattive, dove loro sanno essere letali. Dovremo essere perfetti nella fase di possesso palla per eludere le loro trappole: è una squadra camaleontica, capace di venirti a prendere con un pressing altissimo ma anche di sapersi compattare e difendere con un baricentro basso. Quindi, oltre alla tenuta mentale, servirà un'applicazione tecnica e tattica impeccabile. In questo unico giorno di lavoro abbiamo cercato di curare al massimo tutte queste dinamiche».

In questi mesi alla guida dell'Atalanta, che tipo di risposte le sta dando il gruppo squadra e con quale spirito vorrebbe che i suoi giocatori affrontassero questo primo round verso gli ottavi di finale?
«Le risposte che sto ricevendo dai miei ragazzi sono semplicemente eccezionali. Proprio in vista di questa specifica partita, il mio obiettivo principale è stato quello di trasmettere loro una grande serenità e una profonda leggerezza d'animo, perché è con questo spirito libero che bisogna scendere in campo in serate del genere. Leggerezza, attenzione, ma anche la granitica consapevolezza che ci stiamo giocando un traguardo storico come l'accesso agli ottavi di finale. Domani voglio ammirare un'Atalanta affamata, spregiudicata e soprattutto matura, capace di leggere e interpretare i vari momenti che inevitabilmente si alterneranno all'interno della gara. Sono estremamente felice perché chiunque venga chiamato in causa, dall'inizio o a partita in corso, sta offrendo un contributo di altissimo spessore. Abbiamo raggiunto un livello di autostima e di consapevolezza davvero importante».

Consapevolezza, maturità e un pizzico di sana spensieratezza agonistica. Il tecnico atalantino disegna così la mappa per espugnare il palcoscenico europeo, affidandosi alla forza corale di un gruppo che non vuole smettere di stupire e che punta con decisione agli ottavi di finale.

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Sezione: Champions League / Data: Lun 16 febbraio 2026 alle 22:05
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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