Bergamo non è una metropoli europea, eppure oggi siede comodamente e con pieno merito al tavolo delle grandi potenze calcistiche continentali. Il segreto di questa metamorfosi non risiede esclusivamente nelle intuizioni tattiche o nelle prodezze sul rettangolo verde, ma affonda le sue radici nel cemento e nelle fondamenta della sua casa. Quando nel 2017 il club orobico scelse di scommettere sull'acquisto dell'impianto comunale, il calcio italiano guardò con un misto di scetticismo e curiosità. Oggi, quella struttura rinnovata e ribattezzata New Balance Arena, rappresenta il manifesto di un modello virtuoso, invidiato da mezza Serie A e studiato persino oltre i confini nazionali.

LA SCELTA CONTROCORRENTE - Trasformare un bene pubblico obsoleto in un'infrastruttura strategica è stata la prima vera vittoria di respiro internazionale. In un Paese dove si fa una fatica immane a superare la burocrazia, l'operazione condotta dalla famiglia Percassi ha dimostrato che riqualificare è possibile, anche rispettando vincoli architettonici legati alla tutela dei monumenti storici. L'impianto è stato ricostruito a blocchi, pezzo dopo pezzo, abbattendo le vecchie barriere di cemento per creare un vero «attacco a terra», un dialogo continuo con la città grazie a spazi commerciali aperti e fruibili 365 giorni all'anno, ben oltre i canonici diciannove giorni di partita.

IL LEGAME TRA MATTONI E VITTORIE - La crescita strutturale è andata di pari passo con quella sportiva, in un circolo virtuoso inarrestabile. Non è un caso che parallelamente all'avanzamento dei lavori, la squadra scalasse le gerarchie europee fino alla magica notte di Dublino. Lo stadio nuovo attira fascino, aumenta il senso di appartenenza e diventa una calamita sul mercato. Il colpo lampo per arrivare a Mateo Retegui in settantadue ore o il recente approdo di Giacomo Raspadori, preferito a piazze storiche come Napoli o Roma, certificano il nuovo status: l'Atalanta è una destinazione top. I giocatori, oggi, vogliono vivere e calcare il prato di un impianto moderno e pulsante.

LA RIVOLUZIONE DEI RICAVI - Se le prestazioni sportive riempiono i cuori, i numeri del «match day» blindano i bilanci. Nel Regno Unito un tifoso spende mediamente fino a 60 euro in servizi extra-biglietto, mentre in Italia si sfiora a malapena la metà. Avere un impianto di proprietà permette di trattenere questi flussi, massimizzando le entrate da ristorazione e merchandising. Basti pensare che colossi come Inter e Milan perdono tra i 30 e i 40 milioni di euro all'anno ciascuna per l'assenza di uno stadio moderno. A Bergamo, invece, i ricavi crescono vertiginosamente, trasformando la partita in un'esperienza a tutto tondo che inizia ore prima del fischio d'inizio e finisce ben oltre il novantesimo.

L'ANIMA GLOCAL CHE INCANTA IL MONDO - Ma il vero miracolo atalantino è aver saputo fondere l'ambizione globale con le proprie radici. L'arrivo dei capitali americani con Stephen Pagliuca ha innalzato il valore del club oltre il mezzo miliardo di euro, eppure l'anima resta profondamente bergamasca, ancorata alla concretezza e alla cultura del lavoro tipica di questa terra. La New Balance Arena non è solo un contenitore tecnologico di ultima generazione, ma un tempio identitario dove la memoria storica abbraccia l'innovazione del futuro.

La lezione che arriva da viale Giulio Cesare è lampante: per costruire una dinastia vincente in campo, bisogna prima edificare una casa solida fuori. E l'Atalanta, mattone dopo mattone, ha costruito un capolavoro.

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Sezione: Copertina / Data: Lun 16 febbraio 2026 alle 01:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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