L'infermeria di Zingonia assomiglia sempre più a un bollettino di guerra, ma è proprio nelle difficoltà che nascono le intuizioni in grado di svoltare le stagioni. Quando il destino sembrava essersi accanito sul reparto offensivo nerazzurro, Raffaele Palladino ha pescato dal mazzo la carta che non ti aspetti, trasformando un'emergenza da brividi in una straordinaria opportunità tattica.

LA TEMPESTA PERFETTA - Perdere in un colpo solo sia Charles De Ketelaere che Giacomo Raspadori, quest'ultimo finito ko nel finale della sfida contro la Lazio proprio quando sembrava scoccata la sua ora, è una mazzata che abbatterebbe chiunque. Se a questo si somma la fisiologica assenza di Ademola Lookman, il tridente teorico titolare si ritrova improvvisamente smantellato. Le opzioni naturali scarseggiano: a ridosso dell'unica punta centrale (uno tra Gianluca Scamacca e Nikola Krstovic), restano a disposizione Lazar Samardzic, in possesso di un talento indiscusso ma ancora alla ricerca della continuità perduta, e Ibrahim Sulemana, che manda segnali incoraggianti ma appare ancora acerbo per caricarsi sulle spalle l'attacco di una big.

L'INTUIZIONE TATTICA - È qui che il pragmatismo subentra all'emergenza - approfondisce La Gazzetta dello Sport -. La scialuppa di salvataggio orchestrata dallo staff tecnico porta il nome di Nicola Zalewski. Acquistato in estate dall'Inter per ben 17 milioni di euro con l'etichetta di «esterno a tutta fascia», il classe 2002 è stato sapientemente riportato alle origini, in quella zona offensiva che lo aveva visto nascere calcisticamente. Nelle ultime nove uscite di campionato, il polacco di Tivoli è stato schierato ininterrottamente dal primo minuto, agendo con disinvoltura sia davanti a Bernasconi, sia da pendolo totale costringendo Zappacosta a traslocare a destra.

LA RINASCITA DEL POLACCO - Il momento di svolta della sua avventura orobica coincide con il periodo natalizio. Con Lookman impegnato in Coppa d'Africa, il tecnico ha iniziato a scommettere su di lui nel tridente. Da quel momento, Zalewski ha letteralmente svoltato. Ha spazzato via le scialbe prestazioni della gestione di Ivan Juric e le ombre del primissimo periodo di Palladino, mettendo a tacere persino le voci di una clamorosa partenza a gennaio. La sua duttilità si è rivelata oro colato: garantisce la corsa del difensore e la tecnica dell'ala, riuscendo a non far rimpiangere giocatori di caratura mondiale.

IL JOLLY PER L'EUROPA - Ora il calendario non ammette sconti e il doppio scontro vitale contro il Borussia Dortmund è dietro l'angolo. La chiave di volta per spegnere l'allarme rosso è tutta nelle sue accelerazioni. Sarà lui il titolare designato sulla corsia mancina, con Samardzic chiamato a dare risposte concrete sul versante opposto per vincere il ballottaggio con Sulemana e scongiurare un eventuale cambio di modulo. Con questo nuovo ed eclettico equilibratore offensivo, l'Atalanta può permettersi di attendere il rientro dei suoi tenori con molta meno ansia.

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Sezione: Primo Piano / Data: Lun 16 febbraio 2026 alle 07:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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