Il tonfo del Westfalenstadion di Dortmund lascia inevitabilmente strascichi di amarezza, ma non intacca le granitiche certezze costruite dall'Atalanta in questi mesi. L'uno-due incassato contro il Borussia Dortmund complica i piani per l'accesso agli ottavi di finale di Champions League, obbligando i nerazzurri a un'impresa nel match di ritorno al Gewiss Stadium. A tracciare un'analisi lucida e priva di alibi è Nicola Zalewski, che ai microfoni di Sky Sport sviscera i momenti chiave della disfatta in terra tedesca. Dall'impatto devastante del gol subito a freddo fino alla grave ingenuità del raddoppio incassato a un passo dall'intervallo, l'esterno offensivo non si nasconde. Pesa l'assenza di pedine chiave sulla trequarti, ma il messaggio che emerge dalle sue parole è un manifesto di resilienza: archiviare in fretta la delusione europea, concentrarsi sulla delicatissima sfida di campionato contro il Napoli e preparare l'assalto finale per ribaltare le sorti del discorso qualificazione. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:
Nicola, analizzando a mente fredda l'andamento del match, cosa non ha funzionato esattamente rispetto al piano tattico che avevate minuziosamente preparato in settimana?
«Se devo essere onesto, ritengo che complessivamente la squadra abbia disputato una buona partita sul piano dell'atteggiamento generale. Purtroppo, incassare una rete dopo appena tre minuti di gioco è un fattore che rischia di tagliare le gambe e che ha innegabilmente indirizzato l'inerzia della gara a loro favore. Nonostante la doccia fredda, siamo stati bravi a reagire costruendo anche alcune limpide occasioni per pareggiare, ma ci è mancata la necessaria freddezza per sfruttarle a dovere. L'errore più grave, a mio avviso, è stato commesso nel finale di frazione: arrivati a cinque minuti dal fischio dell'arbitro, non possiamo e non dobbiamo assolutamente concedere il gol del 2-0. In sfide del genere è vitale andare negli spogliatoi chiudendo sull'1-0, per poi riorganizzarsi e giocarsi il tutto per tutto nella ripresa. Ora però la prima battaglia è andata: dobbiamo archiviare questa delusione e proiettare immediatamente la nostra concentrazione alla difficilissima sfida di domenica contro il Napoli, per poi focalizzarci sulla gara di ritorno».
In vista del secondo atto al Gewiss Stadium, ritiene che ci siano margini concreti per compiere un'impresa e ribaltare un passivo così pesante contro una formazione del calibro del Borussia Dortmund?
«Sì, senza alcun dubbio. Abbiamo l'assoluta consapevolezza dei nostri mezzi e delle nostre enormi potenzialità. In questa settimana avevamo preparato la sfida nei minimi dettagli, ma purtroppo stasera non siamo stati sufficientemente bravi e cinici nello sfruttare a dovere quelli che sapevamo essere i loro punti deboli. Tuttavia, abbiamo capito perfettamente come e dove poter far male a questa squadra. Ci giocheremo ogni singola carta a nostra disposizione nella gara di ritorno, sostenuti dal nostro pubblico, con la ferma convinzione di poter capovolgere la situazione».
Col senno di poi è sempre più facile giudicare, ma è innegabile che in una serata e a un livello agonistico del genere si sia fatta sentire l'assenza di giocatori in grado di garantire qualità e imprevedibilità sulla trequarti, su tutti De Ketelaere e Raspadori.
«Sicuramente parliamo di due giocatori straordinari, elementi per noi di fondamentale importanza. È evidente che senza di loro, in quelle zone nevralgiche del campo, facciamo un po' più di fatica ad arrivare puliti alla conclusione e a finalizzare l'azione corale con la giusta cattiveria. Però, come giustamente sottolineava lei, giudicare col senno di poi è un esercizio fin troppo facile e poco produttivo. In questo momento non dobbiamo cercare alibi o piangerci addosso per le assenze: sappiamo di essere un gruppo estremamente forte, composto da giocatori di altissimo profilo, in grado di sopperire brillantemente a chiunque manchi. Dobbiamo guardare avanti con le risorse che abbiamo a disposizione».
Oltre al risultato odierno, cresce il dispiacere se si ripensa all'andamento del girone: la qualificazione sembrava quasi in cassaforte dopo la prestigiosa vittoria contro il Chelsea, per poi scivolare via in seguito agli ultimi sciupati passi falsi. Che peso ha questo rammarico nello spogliatoio?
«Purtroppo questo è il calcio, fatto di momenti esaltanti e di brusche frenate. Noi, come ho ribadito prima, abbiamo la piena e totale consapevolezza di essere una squadra forte, costruita per competere ai massimi livelli. La nostra mentalità ci impone di non arrenderci mai e di giocarcela fino all'ultimo secondo, indipendentemente dalla delusione di stasera, dai rimpianti legati alle scorse partite o da come andrà a finire l'incontro di ritorno. Affronteremo ogni singolo impegno, in tutte le competizioni in cui siamo in corsa, con una grandissima fiducia e una voglia di lottare che non verrà mai meno».
Zalewski non cerca scuse ma predica fiducia cieca nel gruppo. L'Atalanta esce ferita ma non doma dalla notte di Dortmund, aggrappandosi all'orgoglio di una squadra abituata a scalare le montagne. L'appuntamento con l'impresa è solo rimandato al catino infuocato del Gewiss Stadium.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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