KOBEL, voto 6
Trascorre una serata sorprendentemente tranquilla, protetto in modo impeccabile dal muro eretto dai propri difensori. Per lunghi tratti è l'unico spettatore in campo, chiamato in causa seriamente soltanto nelle battute finali, quando deve sfoderare i guantoni per disinnescare un sinistro insidioso di Samardzic. Per il resto, ordinaria amministrazione. Inoperoso.

REGGIANI, voto 6,5
L'impatto con la gara è quasi traumatico: patisce maledettamente l'intraprendenza iniziale di Zalewski e rimedia un'ammonizione ingenua già al 18'. Tuttavia, dimostra grande tenuta mentale: col passare dei minuti prende le misure all'avversario, alza la saracinesca e sigilla la sua zona di competenza con grande autorevolezza. Crescente.

ANTON, voto 6
Risulta l'anello debole della retroguardia teutonica. Nel primo tempo si fa beffare con troppa facilità nei rari spunti dell'Atalanta, e in avvio di ripresa rimedia un evitabile cartellino giallo per una trattenuta vistosa su Krstovic. Maschera le incertezze tattiche ricorrendo a un atletismo dirompente. Sbadato.

BENSEBAINI, voto 6,5
Un autentico mastino. Il duello rusticano con Scamacca viene stravinto dal difensore algerino, che si impone con letture preventive eccellenti e un tempismo perfetto negli anticipi. Non concede nemmeno un centimetro di respiro al centravanti azzurro, disinnescandone totalmente la pericolosità. Invalicabile.

RYERSON, voto 7
Una sentenza inesorabile sulla corsia di destra. Dopo appena 124 secondi confeziona un cross al bacio che è oro colato per la testa di Guirassy, mettendo a referto il suo quinto assist in sole quattro partite. Conferma uno stato di forma clamoroso, agendo da vera e propria spina nel fianco per la statica retroguardia bergamasca. Treno.

BELLINGHAM, voto 6
Lavoro oscuro ma tremendamente prezioso. Ruba l'occhio molto meno rispetto ad altre uscite, eppure la sua sagacia tattica è la chiave di volta del centrocampo: scherma sistematicamente le linee di passaggio atalantine e permette al compagno di reparto di orchestrare la manovra senza subire pressioni asfissianti. Nel finale reclama un rigore, ma si fa apprezzare per il senso della posizione. Equilibratore.

NMECHA, voto 6,5
Padrone assoluto della mediana. Gestisce il pallone con una disinvoltura disarmante, sventagliando a destra e sinistra senza mai sprecare un possesso. La sua lucidità nel dettare i tempi di gioco addormenta il pressing dell'Atalanta e dona un senso di totale sicurezza a tutto l'undici giallonero. Metronomo.

dal 82’ SABITZER, SV

SVENSSON, voto 6
Gara prettamente difensiva, vissuta nell'ossessione tattica di limitare le sgroppate di Zappacosta. L'obiettivo viene raggiunto: i due si annullano a vicenda in un duello fatto di sportellate e contenimento estremo. Rinuncia quasi del tutto alla fase di spinta, ma garantisce tenuta stagna dietro. Bloccato.

BEIER, voto 6,5
Dopo essersi incartato un paio di volte in avvio e aver sprecato un destro in diagonale, trova il guizzo letale al 42'. Il tap-in del 2-0 è apparentemente banale, ma rappresenta il giusto premio per un movimento senza palla eccellente, essenziale per attaccare lo spazio creato dal compagno di reparto. Opportunista.

dal 70’ ADEYEMI, SV

BRANDT, voto 6
Agisce da trequartista atipico, abbassandosi sistematicamente per legare i reparti e favorire la densità a centrocampo. L'intuizione tattica funziona a corrente alternata: pennella qualche pallone al bacio (come in avvio per Guirassy), ma pecca di imprecisione al momento di pungere, spedendo clamorosamente alta la palla del possibile tris nella ripresa. Intermittente.

dal 70’ CHUKWUEMEKA, SV

GUIRASSY, voto 8
Semplicemente onnipotente. Spacca in due la partita firmando il gol più veloce del Borussia in questa edizione di Champions League con un imperioso stacco di testa. Non sazio, indossa i panni dell'assist-man bruciando Djimsiti in velocità per regalare a Beier il comodo raddoppio. Un predatore famelico che ha letteralmente terrorizzato la difesa nerazzurra. Devastante.

dal 83’ FABIO SILVA, SV

ALL. KOVAC, voto 7
Ha tra le mani una fuoriserie muscolare e la guida con lucidità impressionante. Disegna un Borussia compatto, spietato e in grado di proporre un calcio tanto essenziale quanto letale. Il piano gara rasenta la perfezione assoluta: anestetizza la trequarti orobica non concedendo praticamente mai il tiro in porta, e sfrutta l'atletismo dei suoi per colpire nei punti deboli avversari. Un cinismo tattico che ipoteca seriamente la qualificazione. Spietato.

© Riproduzione riservata

Sezione: Il Pagellone / Data: Mar 17 febbraio 2026 alle 23:49
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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