LAZIO-ATALANTA 0-2
41' rig. Ederson (A), 60' Zalewski (A)
CARNESECCHI, voto 7,5
Un felino a guardia del tempio nerazzurro. In un 2026 fin qui strepitoso, conferma uno stato di grazia assoluto tenendo a galla i suoi nei momenti di massima spinta laziale. Il riflesso prodigioso su Taylor, con l'aiuto del palo, e l'opposizione granitica sulla testata di Noslin valgono quanto una doppietta. Con prestazioni del genere, la maglia da titolare in Nazionale non è più solo un'ipotesi, ma una logica conseguenza. Saracinesca.
SCALVINI, voto 5,5
Pomeriggio di profonda sofferenza. Noslin capisce subito di avere un passo diverso e lo punta sistematicamente, costringendolo a spendere un cartellino giallo già al decimo minuto. Con la spada di Damocle dell'espulsione pendente sulla testa, perde aggressività e sicurezza. Palladino legge benissimo il rischio e lo lascia negli spogliatoi. Condizionato.
dal 46’ KOSSOUNOU, voto 6,5
Il suo ingresso sigilla la cerniera difensiva. Molto più reattivo e concentrato di chi lo ha preceduto, respinge gli assalti biancocelesti e si esalta nel finale con un salvataggio determinante su Ratkov che blinda la porta. Provvidenziale.
DJIMSITI, voto 6
L'avvio è da brividi: si perde colpevolmente Maldini in un'azione che si stampa sul palo, facendo tremare tutta la panchina. Passato lo spavento, ritrova lentamente la bussola e la posizione. Non trasmette la consueta imperforabilità, ma d'esperienza riesce ad assestarsi e a governare il reparto senza ulteriori disastri. Sopravvissuto.
AHANOR, voto 4,5
Un rientro dalla squalifica che si trasforma rapidamente in un incubo a occhi aperti. Isaksen lo salta con una facilità irrisoria, mandandolo perennemente fuori giri. Il giallo rimediato in avvio è il preludio a un possibile cartellino rosso che Palladino, con pragmatismo spietato, sventa richiamandolo in panchina dopo nemmeno mezz'ora. Inadeguato.
dal 24’ KOLASINAC, voto 6
Getta acqua sul fuoco acceso da Isaksen sulla fascia. Qualche disattenzione c'è (come quando si dimentica Marusic a due passi dalla porta), ma porta in dote il mestiere necessario per stabilizzare la zona. Pacificatore.
ZAPPACOSTA, voto 6
Una partita dai due volti, vissuta su un'altalena di emozioni. Davanti è preziosissimo: la sua prima vera accelerazione semina il panico e procura il calcio di rigore che stappa il match. Dietro, invece, balbetta: rischia la frittata con un fallo di mano in area (salvato dal fuorigioco di Tavares) e lascia voragini pericolose. Bifronte.
dal 83’ BELLANOVA, SV
EDERSON, voto 7
Il signore degli equilibri. Interpreta le due fasi con un'intelligenza tattica rara, fungendo da schermo protettivo e da primo motore della manovra. Torna a esultare dopo quasi un anno e lo fa con un fardello pesantissimo: un rigore calciato con la freddezza di un sicario, spiazzando un portiere esperto come Provedel. Il vero MVP della serata. Dominante.
DE ROON, voto 6
Arretra il proprio raggio d'azione trasformandosi quasi in un libero aggiunto per favorire la prima costruzione. Ditta i tempi con sapienza, sebbene risulti stranamente impreciso in un paio di appoggi sanguinosi e si renda protagonista di una conclusione sbilenca che fotografa una brillantezza fisica non ottimale. Resta comunque l'anima tattica del centrocampo. Geometra.
BERNASCONI, voto 6,5
L'anagrafe recita ventidue anni, ma la calma olimpica con cui gestisce il pallone racconta la storia di un veterano. Sporca la prestazione con qualche pallone perso in uscita, ma garantisce una continuità di rendimento impressionante. L'ennesimo gioiello sgrezzato nel laboratorio di Zingonia. Sorprendente.
SAMARDZIC, voto 5
Stecca clamorosamente la grande occasione. Investito del gravoso compito di sostituire l'infortunato De Ketelaere, si nasconde tra le linee senza mai accendere la luce. Una scivolata goffa sul pallone riassume perfettamente la sua serata: tanta confusione e zero iniziativa. Avulso.
dal 46’ RASPADORI, voto 6
Ingresso vitale per scuotere un attacco fino a quel momento troppo compassato. Funge da collante tra i reparti, innesca le ripartenze e si guadagna un giallo tattico pesante su Taylor. La sfortuna lo colpisce nel finale con un risentimento al flessore che lo costringe alla resa anticipata. Elettrico.
ZALEWSKI, voto 7
L'aria del derby della Capitale ha sempre un sapore speciale per lui, e si vede. Dopo un inizio votato al sacrificio e all'anonimato, sale in cattedra nella ripresa: estrae dal cilindro una conclusione balistica velenosa da fuori area che trafigge la rete e regala il raddoppio. Con la cura Palladino ha ritrovato smalto e incisività. Letale.
dal 70’ K.SULEMANA, voto 6
Si piazza in mezzo al campo per fare legna, amministrando il vantaggio con freschezza atletica. Utile.
KRSTOVIC, voto 6
Partita di spigoli e fatica. Si sbatte su ogni pallone sporco, vede negarsi il gol da un provvidenziale colpo di testa di Provstgaard e prova persino la follia balistica da centrocampo. Nel secondo tempo viene progressivamente isolato, ma il suo lavoro di logoramento ai fianchi della difesa laziale è encomiabile. Spigoloso.
ALL. PALLADINO, voto 7
Una gestione da grande squadra. Affronta l'impegno con ritmi bassi, ma dimostra un cinismo spietato: l'Atalanta sa soffrire, aspettare il momento propizio e colpire senza pietà. Le scelte dalla panchina sono capolavori di lettura preventiva: togliere gli ammoniti Ahanor e Scalvini prima del disastro denota una maturità da top coach. Batte Sarri per la prima volta, sorpassa il Como e lancia un messaggio chiaro al Borussia Dortmund in vista della Champions. Infallibile.
Ederson e Zalewski (e un super Carnesecchi) fanno volare l'Atalanta 🚀
— DAZN Italia (@DAZN_IT) February 14, 2026
Palladino espugna l'Olimpico e supera il Como: i gol del match #LazioAtalanta #SerieAEnilive #DAZN pic.twitter.com/qTY7NgyigJ
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