La muraglia gialla del Signal Iduna Park ha spinto il Borussia Dortmund a un avvio tambureggiante, ma non ha scalfito le certezze a lungo termine della retroguardia atalantina. Al termine della complicata sfida d'andata dei playoff di Champions League, Isak Hien si presenta ai microfoni di BergamoTV per analizzare con grande lucidità e onestà i novanta minuti appena trascorsi. Il roccioso difensore svedese non cerca giustificazioni nel fattore ambientale, riconoscendo i meriti di un avversario capace di togliere punti di riferimento con un attacco estremamente mobile e qualitativo. Tuttavia, dalla sofferenza della prima frazione emerge la consapevolezza di una ripresa giocata con un piglio decisamente diverso, un segnale di vitalità che alimenta le speranze di un intero ambiente. Le parole del centrale nerazzurro sono un misto di pragmatismo e feroce determinazione: l'Atalanta è caduta, ma l'obiettivo di superare il turno resta vivo e passa per la grande notte di ritorno sotto il cielo di Bergamo. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:
Isak, l'impatto con la gara è stato in salita e il Borussia Dortmund è sembrato superiore soprattutto nelle prime battute. Che lettura dai a questa sconfitta e alle difficoltà incontrate in avvio?
«Bisogna essere onesti e riconoscere i meriti dell'avversario: loro hanno giocato una partita di altissimo livello. Sono usciti dai blocchi di partenza fortissimo fin dal primo minuto, imponendo un ritmo vertiginoso e mettendo in campo una qualità tecnica notevole che ci ha messo inevitabilmente in difficoltà. Hanno sfruttato benissimo la loro rapidità, ma non dobbiamo assolutamente dimenticare che si è giocato soltanto il primo tempo di una sfida lunga centottanta minuti. Manca ancora una gara intera e noi nutriamo un'immensa fiducia nei nostri mezzi per poter ribaltare questa situazione».
Credi che l'imponenza del Signal Iduna Park e il calore incessante dei tifosi avversari abbiano rappresentato un problema a livello ambientale, finendo per condizionare pesantemente il vostro approccio alla partita?
«Sinceramente non credo che il fattore ambientale sia stato la causa delle nostre difficoltà. Come hai sottolineato, è innegabile che giocare in uno stadio del genere, con un'atmosfera così calda e ostile, sia estremamente duro per chiunque. Tuttavia, non è questo l'elemento che ha cambiato le sorti del match o giustificato il nostro primo tempo. Abbiamo sofferto parecchio nella prima frazione di gioco per l'intensità che hanno messo in campo, ma nella ripresa abbiamo aggiustato il tiro e fatto decisamente meglio. Speriamo di poter capitalizzare i progressi visti nel secondo tempo per costruire la nostra partita al ritorno».
In virtù del risultato maturato questa sera, credi ancora fermamente nelle possibilità di passaggio del turno dell'Atalanta?
«Sì, ci credo ciecamente. Non ho il minimo dubbio sulle nostre potenzialità e sulla capacità di questo gruppo di sapersi rialzare».
A livello tattico, quanto vi ha messo in difficoltà la continua rotazione degli attaccanti tedeschi, capaci di non darvi mai dei veri e propri punti di riferimento in fase di marcatura?
«È stato un fattore determinante e molto complicato da gestire. Affrontare attaccanti completi e mobili, in grado di svariare su tutto il fronte offensivo, rende il lavoro della linea difensiva estremamente complesso. Hanno dimostrato di possedere non solo una grande qualità nel palleggio palla al piede, ma anche una spiccata propensione ad attaccare la profondità con i tempi giusti. È dura arginare giocatori con queste caratteristiche, ma sono profondamente convinto che se al ritorno riusciremo a esprimere il nostro calcio al massimo delle nostre possibilità, avremo tutte le carte in regola per passare il turno».
Qual è l'insegnamento più prezioso che vi portate a casa da questa notte europea e su quali basi costruirete la sfida decisiva del ritorno?
«L'insegnamento principale è racchiuso nella reazione che abbiamo avuto. Il secondo tempo che abbiamo disputato stasera rappresenta l'essenza di ciò che siamo e di tutto il lavoro che abbiamo svolto fino a questo punto della stagione. Ripartiremo esattamente da lì, da quell'atteggiamento e dalle cose positive mostrate nella ripresa. Sono queste le fondamenta e gli elementi concreti su cui costruiremo la partita di ritorno per cercare la qualificazione».
Poche parole ma cariche di significato. Il baluardo difensivo svedese non cerca alibi e guarda già al secondo round, consapevole che l'energia del Gewiss Stadium avrà un ruolo fondamentale per spingere la squadra verso una rimonta che appare complessa, ma tutt'altro che impossibile.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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