La spedizione europea dell'Inter guidata dal tecnico Cristian Chivu si trasforma in un autentico incubo tra le gelide temperature della Norvegia. Nel match di andata dei playoff di Champions League, la compagine milanese affonda con un netto 3-1 sul campo del Bodo/Glimt, pagando a carissimo prezzo i troppi blackout difensivi e un secondo tempo da dimenticare. I padroni di casa, magistralmente schierati da Knutsen, si confermano un'implacabile ammazza-grandi, mietendo un'altra vittima illustre dopo aver già fatto piangere in questa stagione potenze del calibro di Manchester City e Atletico Madrid. Ora, per evitare una clamorosa e prematura uscita di scena dall'Europa, alla squadra italiana servirà un miracolo sportivo nella gara di ritorno.

TURNOVER E BOTTA E RISPOSTA - Per fronteggiare le insidie del prato sintetico e le fatiche del calendario, l'allenatore nerazzurro opta per una formazione profondamente rivisitata, concedendo un turno di riposo a pedine inamovibili come Bisseck, Zielinski, Dimarco e Thuram per rilanciare dal primo minuto elementi come Acerbi, Darmian ed Esposito. L'impatto territoriale premia subito i norvegesi, che passano meritatamente in vantaggio al 20': un'azione corale perfetta, rifinita da un geniale colpo di tacco di Hogh, permette a Fet di insaccare col destro. Lo schiaffo sveglia dal torpore la formazione meneghina. Dopo un palo di Darmian e un'occasione divorata da Barella, il pareggio arriva puntuale: proprio un cross del centrocampista sardo genera un rimpallo su cui si avventa Esposito, lesto a girare in rete il pallone dell'1-1 convalidato dal check del VAR.

IL CROLLO NELLA RIPRESA - L'avvio del secondo tempo regala un'effimera illusione. Capitan Lautaro Martinez sfiora l'immediato sorpasso centrando il palo, ma poco dopo è costretto ad alzare bandiera bianca e abbandonare il campo a causa di un fastidio al polpaccio. L'uscita di scena dell'attaccante argentino spegne letteralmente la luce in casa nerazzurra. Il Bodo/Glimt fiuta la preda ferita e nel giro di tre minuti assesta un micidiale uno-due che indirizza l'incontro: al 61' l'ex milanista Hauge estrae dal cilindro un sinistro fulminante che trafigge Sommer, mentre al 64' è Hogh a capitalizzare al meglio l'ennesima ripartenza corale siglando la rete del 3-1.

LA RESA FINALE - Nel disperato tentativo di rianimare una squadra allo sbando e limitare i danni in vista del secondo round, la panchina ospite prova a mischiare le carte inserendo in rapida sequenza Thuram, Bonny, Zielinski e Luis Henrique. I nuovi innesti non riescono però a incidere sull'inerzia del match. A eccezione di un velleitario tiro alto dell'attaccante francese e di una velenosa palla messa in mezzo da Sucic, i vice-campioni d'Italia non riescono mai a impensierire concretamente la retroguardia avversaria, che gestisce il doppio vantaggio con estrema autorità fino al triplice fischio.

Per ribaltare le due reti di svantaggio e mantenere vivo il sogno europeo, servirà un'Inter radicalmente diversa e spinta dal proprio pubblico: l'impresa è ardua, ma il verdetto definitivo è rimandato alla bolgia di San Siro.

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Sezione: Champions League / Data: Mer 18 febbraio 2026 alle 23:02
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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