Il fischio finale al Westfalenstadion di Dortmund decreta una sconfitta amara ma non compromette in via definitiva il sogno europeo della Dea. Il 2-0 incassato nell'andata del playoff di Champions League contro il Borussia Dortmund lascia l'amaro in bocca, specialmente per il tempismo letale della seconda rete subita, ma non spegne l'ardore di chi sa lottare fino all'ultimo respiro. Marten de Roon si presenta ai microfoni di Sky Sport con il lucido pragmatismo che da sempre ne contraddistingue la leadership. Il centrocampista olandese analizza le difficoltà iniziali patite contro il dirompente atletismo dei tedeschi, ma sposta rapidamente il focus sulla reazione d'orgoglio della ripresa. Nessun alibi, nessun timore reverenziale: il racconto del capitano atalantino svela un gruppo che, nel segreto dello spogliatoio, ha già stretto un patto d'acciaio per tentare una rimonta dal sapore epico nella bolgia di Bergamo. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:
Marten, c'è inevitabilmente un profondo rammarico per aver incassato la rete del 2-0 a pochissimi minuti dall'intervallo. Fino a quel momento, al netto di un avvio non particolarmente brillante, l'Atalanta aveva saputo rimettere in equilibrio la gara. Quel gol ha drasticamente complicato i vostri piani?
«Assolutamente sì, l'analisi è corretta. Abbiamo sofferto parecchio i primissimi dieci minuti, patendo la loro incredibile velocità e il loro impatto fisico. Superata quella fase iniziale, la sfida si era incanalata su binari di sostanziale equilibrio, tanto che siamo riusciti a costruire anche un paio di buone occasioni per colpire. È un vero peccato aver concesso la seconda rete proprio a ridosso del duplice fischio: è stato un episodio che ha inevitabilmente pesato e ha complicato la gestione di tutto il secondo tempo».
Alla luce di quanto visto sul campo, ritiene che questa squadra possieda i requisiti tecnici e caratteriali per tentare l'impresa al ritorno, o il divario di due reti rischia di rivelarsi un ostacolo insormontabile?
«Noi abbiamo il dovere di crederci sempre, e vi assicuro che ci crediamo fermamente. Penso che la nostra prestazione, in particolar modo negli ultimi venti o venticinque minuti della ripresa, ci abbia infuso la consapevolezza di poter fare male anche a un avversario di questa caratura. Certamente dovremo prestare la massima attenzione alle coperture preventive e agli spazi che concederemo, perché loro sono fortissimi e dotati di una rapidità letale. Ma noi non molliamo e vogliamo giocarci le nostre carte».
È proprio da quel finale in crescendo che intendete ripartire? Nello spogliatoio vi siete confrontati, appigliandovi a quella ritrovata compattezza capace di arginare le folate e la mobilità dei tedeschi?
«Hai centrato esattamente il punto cruciale della serata. Appena siamo rientrati negli spogliatoi, abbiamo chiuso la porta, ci siamo guardati dritti negli occhi e ci siamo detti che dobbiamo credere fortemente nella rimonta, perché sappiamo di essere una squadra di assoluto valore. Riconosciamo serenamente che la nostra non è stata una partita brillante. Tuttavia, mi porto via la compattezza dimostrata nel secondo tempo: pur alzando il baricentro e sbilanciandoci per provare ad attaccare, siamo stati molto lucidi nel non prestare il fianco e non incassare il terzo gol, mantenendo aperto il discorso qualificazione».
Un piccolo passo indietro: due anni fa, entrambe le formazioni disputavano una finale europea, con esiti opposti. A distanza di tempo, ha l'impressione che il Borussia Dortmund sia riuscito a mantenere un determinato standard, mentre l'Atalanta abbia forse fatto un passo indietro?
«Sinceramente non sono d'accordo con questa lettura, anche solo per il semplice fatto che oggi stiamo disputando la Champions League e non l'Europa League, a testimonianza di come il nostro livello si sia indubbiamente alzato. Detto questo, oggi mi sono trovato di fronte un Dortmund oggettivamente fortissimo, composto da giocatori di altissima qualità. Personalmente, e come reparto, siamo andati in difficoltà nel contrastare elementi straripanti sul piano fisico come Nmecha. Resto però convinto che l'Atalanta abbia le carte in regola per misurarsi alla pari con loro. Nel primo tempo ci hanno fatto male sfruttando le loro armi migliori, ma nella ripresa i valori in campo si sono equilibrati. È da quell'equilibrio che dobbiamo ripartire per dare l'assalto decisivo e offrire qualcosa in più nella gara di Bergamo».
Il capitano incassa il colpo senza abbassare lo sguardo e traccia la via per i suoi compagni: niente alibi per un approccio perfettibile, ma tanta fiducia nel potenziale di un gruppo che, supportato dal proprio pubblico, si prepara a gettare il cuore oltre l'ostacolo.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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