Il prato del Jan Breydel Stadium si infiamma in una notte europea dalle mille emozioni, dove i padroni di casa del Club Brugge e l'Atletico Madrid guidato da mister Diego Simeone danno vita a un roboante tre a tre che rimarrà a lungo negli occhi degli appassionati. Una sfida senza esclusione di colpi, caratterizzata da continui ribaltamenti di fronte, polemiche arbitrali e una fiera reazione d'orgoglio della compagine belga, capace di risalire la china per ben due volte di fronte a una delle corazzate più attrezzate del continente.
L'ILLUSIONE IBERICA - Il canovaccio tattico dell'incontro sembra indirizzarsi prepotentemente verso la capitale spagnola già alle prime battute. Il cronometro non ha ancora compiuto il decimo giro quando Julian Alvarez gela il pubblico locale: l'ex centravanti del Manchester City trasforma con freddezza glaciale un calcio di rigore, decretato grazie all'intervento della tecnologia per un tocco di braccio in area. I belgi provano a scuotersi affidandosi alle sportellate del terminale offensivo Tresoldi, ma i guantoni di Jan Oblak respingono ogni velleità. Cresce anche il nervosismo quando, attorno al ventesimo, i padroni di casa invocano a gran voce un penalty per un presunto fallo di mano, ma l'arbitro e la sala video lasciano proseguire, scatenando le proteste. L'assedio locale si fa insistente alla mezz'ora, con Diakhon che accarezza il palo e Oblak che mura un'insidiosa conclusione di Onyedika. Proprio nel momento di massima pressione, però, gli ospiti colpiscono ancora: sugli sviluppi di un tiro dalla bandierina, una sapiente spizzata di Antoine Griezmann arma il comodo tap-in del neo acquisto Ademola Lookman per il raddoppio.
IL RISVEGLIO FLAMMINGO - L'intervallo si rivela una panacea per la formazione di casa, che rientra sul rettangolo verde con un furore agonistico straripante. L'inerzia del match si ribalta istantaneamente: un prodigioso intervento di Oblak sul colpo di testa del solito Tresoldi diventa un assist involontario per Onyedika, lesto a ribadire in rete e riaprire i giochi. L'Atletico perde improvvisamente le sue granitiche certezze difensive e capitola nuovamente pochi minuti più tardi. Questa volta è proprio l'attaccante italo-tedesco Tresoldi a vestire i panni del carnefice, capitalizzando al massimo una grave sbavatura della retroguardia avversaria per siglare l'incredibile due a due.
BOTTA E RISPOSTA INCANDESCENTE - Ristabilito l'equilibrio, la partita si trasforma in un duello a viso aperto, senza più alcun tatticismo. Gli iberici tremano quando Stankovic va a sbattere contro il muro eretto da Oblak, ma sfiorano a loro volta il tris con un legno clamoroso colpito da Alexander Sorloth. Quando mancano poco meno di dieci minuti al triplice fischio, la dea bendata sorride ai ragazzi di Simeone: un cross velenoso di Marcos Llorente costringe Ordonez a una disperata deviazione per anticipare Sorloth, tramutandosi nella più sfortunata delle autoreti.
L'URLO FINALE - Nel calcio, però, le sentenze non sono mai scritte fino all'ultimo secondo di recupero. Sostenuto dalla spinta incessante del proprio pubblico, il club belga si getta in avanti alla ricerca dell'ennesimo miracolo. Il premio alla caparbietà arriva proprio allo scadere, portando la firma di Christos Tzolis: l'attaccante greco scatta sul filo del fuorigioco e trafigge il portiere avversario con un diagonale letale. Serve l'occhio elettronico del VAR per sciogliere i dubbi sulla posizione di partenza, ma la convalida fa esplodere di gioia l'intero stadio.
Un pareggio spettacolare che lascia il discorso qualificazione apertissimo, rimandando ogni verdetto al catino infuocato del Metropolitano. Se il carattere dei belgi è una certezza, la fase difensiva degli spagnoli dovrà obbligatoriamente ritrovare la sua proverbiale solidità per non trasformare il sogno europeo in un incubo.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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