Il clamoroso tonfo interno della Juventus contro il Como riscrive le gerarchie e le pressioni in chiave europea, accendendo un riflettore gigantesco sull'imminente impegno dell'Atalanta. Il roboante due a zero maturato all'Allianz Stadium non rappresenta solo la terza pesantissima caduta consecutiva per la formazione guidata da Luciano Spalletti, ma lancia un monito inequivocabile agli uomini di Raffaele Palladino: contro il Napoli la vittoria diventa un imperativo categorico per sfruttare a proprio favore un incrocio di classifica potenzialmente decisivo.
LA CLASSIFICA CHIAMA LA DEA - Il triplice fischio dell'arbitro Doveri ha materializzato uno scenario incandescente per l'alta quota. Prima di questo match, la squadra allenata da Cesc Fabregas condivideva esattamente gli stessi punti della compagine bergamasca. Con questo clamoroso exploit torinese, i lariani si sono proiettati improvvisamente a quota quarantacinque, scavalcando momentaneamente i nerazzurri e portandosi a un solo passo dai piemontesi, bloccati a quarantasei. Battere i partenopei significherebbe per la Dea agganciare il treno e accorciare in un colpo solo ogni distanza dalla Juventus, rimettendosi in piena corsa per quell'Europa che conta.
IL BUIO BIANCONERO E IL VANTAGGIO OSPITE - La cronaca della sfida piemontese racconta di una squadra letteralmente in balia degli avversari e dei propri fantasmi. Archiviate le dolorose scoppole patite contro Inter e Galatasaray, la Juventus si è sciolta come neve al sole senza riuscire ad abbozzare la minima reazione d'orgoglio. A dominare la scena sin dal fischio d'inizio sono stati gli ospiti, padroni assoluti del primo tempo e meritatamente in vantaggio già all'undicesimo minuto di gioco grazie a un disastroso black-out della retroguardia di casa.
ERRORI E TRAVERSE SFIORATE - A spianare la strada al clamoroso colpaccio del Como ci ha pensato un mix di letali leggerezze. Il gol che ha sbloccato l'incontro porta la firma di Mergim Vojvoda, abile e lesto ad approfittare di una palla sanguinosa persa malamente da Weston McKennie e tramutata in condanna da un intervento gravemente difettoso di Michele Di Gregorio. Una frittata che ha palesato le attuali, enormi fragilità locali, graziate poco dopo unicamente dalla traversa colpita da Lucas Da Cunha, il quale ha sfiorato il raddoppio su un'altra evidente incertezza dell'estremo difensore bianconero.
IL COLPO DEL KO E LA PIOGGIA DI FISCHI - L'illusoria sfuriata d'inizio ripresa non è bastata a invertire l'inerzia di una partita ormai stregata per i padroni di casa. Scavallato il primo quarto d'ora della seconda frazione, una ripartenza letale orchestrata alla perfezione ha permesso a Maxence Caqueret di depositare in fondo al sacco il pallone del raddoppio. Da quel momento, il cronometro è scivolato via nell'apatia generale, interrotta soltanto da un legno colpito su calcio piazzato da Teun Koopmeiners, unica vera minaccia dalle parti di Jean Butez. I prolungati fischi dello Stadium hanno infine sancito il profondo stato di crisi della Vecchia Signora, consegnando all'Atalanta un'occasione d'oro che non può assolutamente essere sprecata.
IL TABELLINO
JUVENTUS-COMO 0-2
12' Vojvoda (C), 61' Caqueret (C)
JUVENTUS (3-4-2-1): Di Gregorio; Gatti, Kelly, Koopmeiners; McKennie, Locatelli, Thuram (74' Boga), Cambiaso (83' Kostic); Mirettti (46' Conceicao), Yildiz (83' Adzic); Openda (76' David). All. Spalletti.
COMO (4-2-3-1): Butez; Smolcic, Ramon, Kempf, Valle; Perrone, Da Cunha (74' Van der Brempt); Vojvoda (74' Diego Carlos), Caqueret (86' Moreno), Baturina (59' Sergi Roberto); Douvikas (86' Morata). All. Fabregas.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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