Lunedì 25 maggio 2026 è il giorno in cui il Milan ha scelto di voltare pagina con un colpo solo, spazzando via con un unico gesto quattro dei cinque pilastri del suo organigramma tecnico e dirigenziale. Gerry Cardinale, proprietario del club attraverso RedBird Capital, era a Milano in un hotel del centro quando ha formalizzato la propria decisione: via l'amministratore delegato Giorgio Furlani, via il direttore sportivo Igli Tare, via il responsabile dello scouting Geoffrey Moncada e via l'allenatore Massimiliano Allegri. Una rivoluzione totale, senza mezzi termini, prodotta dalla mancata qualificazione alla Champions League 2026/27 e da una stagione vissuta a lungo nelle prime posizioni, prima del clamoroso collasso finale.

IRAOLA, IL PRIMO NOME PER LA PANCHINA - Mentre via Aldo Rossi si svuota dei suoi inquilini, il Milan guarda già avanti. Secondo quanto riportato da Sky Sports UK, uno dei primi profili sondati per la panchina rossonera è quello di Andoni Iraola, tecnico basco classe 1981, libero dopo aver concluso la sua avventura al Bournemouth con un sontuoso sesto posto in Premier League. Un risultato straordinario, costruito nonostante le cessioni di Huijsen, Kerkez, Zabarnyi nella sessione estiva e di Semenyo nel mercato di gennaio: cinque giocatori chiave andati via, e le Cherries comunque promosse nella parte nobile della classifica. I sondaggi sarebbero scattati già nelle scorse settimane, a dimostrazione di quanto il Milan si stesse cautelando in vista di un addio di Allegri ormai considerato probabile. il caos in casa Milan aveva già raggiunto livelli preoccupanti nelle settimane precedenti, con Furlani che sembrava resistere solo grazie ai rapporti diretti con Ibrahimović e Cardinale, mentre Tare e Allegri vivevano in un'armonia tutta da dimostrare.

CHI È IRAOLA E PERCHÉ PUÒ FARE AL CASO DEL MILAN - Nato a Berriatua, nel Paese Basco, Andoni Iraola è uno degli allenatori emergenti più apprezzati d'Europa. Ha iniziato la carriera in panchina al Mirándès, poi il grande salto al Rayo Vallecano — dove ha costruito una reputazione di tecnico capace di estrarre il massimo da rose di livello non primario — e infine il Bournemouth, dove ha convinto tutti con un calcio intenso, verticale e con un'identità tattica molto chiara. Parla spagnolo e inglese, si esprime con la precisione di chi ha studiato il gioco in modo sistematico. Un profilo moderno, adatto a una società che vuole costruire senza più improvvisare. Ma al Milan servono anche continuità e nome: la piazza è esigente, e il rischio di un allenatore poco conosciuto al grande pubblico italiano è reale.

LA LISTA È ANCORA APERTA: GLI ALTRI CANDIDATI - Massimiliano Allegri lascia un Milan che aveva rimontato posizioni in classifica ma non è riuscito a chiudere il lavoro: adesso la dirigenza che verrà dovrà scegliere se puntare su un profilo interno o internazionale. Oltre a Iraola, si valutano altri nomi: il mercato degli allenatori è in pieno fermento, con figure come Vincenzo Italiano e profili stranieri che potrebbero fare al caso del Diavolo. anche sul fronte mercato il Milan si prepara a un'estate movimentata: con la nuova dirigenza ancora da nominare, molte delle grandi operazioni — inclusa la corsa a Scamacca dell'Atalanta — dipenderanno da chi si siederà al tavolo delle trattative.

Una rivoluzione in piena regola, annunciata con un colpo solo. Il Milan si guarda allo specchio e non si riconosce. Iraola è il primo nome, ma la lista è lunga. E l'estate è appena cominciata.

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Sezione: Le Altre di A / Data: Lun 25 maggio 2026 alle 21:58
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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