Esiste un calcio che non si misura in milioni di euro o in click sui Social Network, ma che profuma di abitudine, dedizione e saggezza popolare. Per comprenderlo basta presentarsi il giovedì pomeriggio davanti ai cancelli del centro Bortolotti di Zingonia e osservare, in rigoroso silenzio, le dinamiche del Gruppo Pensiunácc Atalanta. Non c'è frenesia nei loro gesti, solo una fiera e costante presenza. Sono tredici custodi dell'identità orobica: dodici amici fraterni più un acclamato presidente, Demetrio, premiato per la sua instancabile passione. A completare il quadro, la giovanissima mascotte Mattia, quattro anni di purissima fede nerazzurra, adottato con l'inconfondibile spirito goliardico che anima l'intera comitiva.

LE REGOLE DEL GRUPPO E LO STENDARDO DELL'ARTISTA - Sebbene l'ufficialità strutturale risalga a poco più di un mese fa, il legame che unisce questi uomini affonda le radici in decenni di gradoni vissuti tra Curva Nord e Sud, fondando e animando gruppi storici del tifo. Le regole per farne parte sono rigidissime: dodici membri più uno, e nessun altro ingresso consentito. «Siamo come Gesù e i dodici discepoli. Abbiamo tante richieste, ma preferiamo mantenere la nostra identità», raccontano con ironia. Un'identità celebrata giovedì scorso con l'esposizione del nuovo, meraviglioso stendardo autoprodotto da Armando, il pittore del gruppo, capace di tradurre in arte e acquerelli, spesso regalati agli stessi giocatori o a figure storiche come il fisioterapista Marcello Ginami, le trasferte e l'anima di Bergamo.

UN LEGAME FAMILIARE OLTRE I RISULTATI E IL RITO DEI RAVIOLI - A Zingonia loro ci sono sempre, sfidando il meteo avverso o i periodi bui. La loro costanza ha generato un rapporto unico e diretto con i protagonisti del prato verde. Li considerano quasi dei nipoti di cui seguire, con discrezione, le vicende umane e familiari. E tra una chiacchierata e un incoraggiamento, prendono vita riti propiziatori formidabili, come le lezioni di dialetto impartite settimanalmente al "bergamasco d'adozione" Marten De Roon, o il dono dei tradizionali Scarpinocc di Parre. Quintali di pasta fresca regalata dal presidente Demetrio con tanto di istruzioni per l'uso, non sempre comprese al volo dai ragazzi stranieri come Nikola Krstovic (il quale, alla parola "marmitta", pensava a un pezzo d'auto prima di sbloccarsi a suon di gol in campionato), ma rivelatesi magiche anche per il giovane Giorgio Scalvini, andato a segno proprio dopo averli ricevuti.

IL DIALOGO CON PALLADINO E IL FUTURO DELL'ATALANTA - L'amore della comitiva si estende a tutto l'universo nerazzurro, dalle imprese dei giovani talenti (seguiti maniacalmente dall'esperto Beppuccio) alle vicissitudini della prima squadra. Se l'inizio dell'attuale stagione aveva generato non pochi malumori («L'inizio con Juric non ci aveva convinti, abbiamo perso i primi due mesi»), l'avvento di Raffaele Palladino ha ribaltato gli umori. I Pensiunácc ne apprezzano lo spessore umano, l'empatia (culminata nei festeggiamenti pasquali sull'Ape del gruppo, sotto gli occhi del patron Antonio Percassi a cui ricordano bonariamente una promessa di sostegno) e l'impronta tattica, auspicando per il futuro la valorizzazione dei ragazzi del vivaio, con il sogno di trattenere a lungo in rosa un diamante come Marco Palestra.

GLI SCONTRI DIRETTI, IL DUELLO GASPERINIANO E L'OSSESSIONE COPPA ITALIA - L'orizzonte calcistico di questa pazza e stupenda primavera è analizzato con lucidità impressionante. Battere la Juventus nel prossimo scontro diretto significherebbe blindare il pass per le coppe, preferibilmente per quell'Europa League che profuma di obiettivi concreti. Ma la soddisfazione più dolce deriverebbe dal riuscire a terminare il campionato davanti alla Roma allenata da Gian Piero Gasperini, un vero e proprio "maestro" superato dall'allievo Palladino. Il pensiero stupendo, però, resta sempre e solo la Coppa Italia. Sono passati sessantatré lunghissimi anni dall'ultimo trionfo («Ne abbiamo viste perdere cinque», sospira Armando), e l'attesa per la finale dei ragazzi della Primavera (prevista a Milano il 29 aprile) è vissuta come il preludio perfetto per l'imminente e agognato trionfo dei "grandi".

In un calcio cinico e calcolatore, questi tredici fantastici signori ci ricordano ogni giovedì, armati di sorrisi, adesivi e crostate, che il vero segreto dei trionfi dell'Atalanta non risiede soltanto negli schemi, ma in quella viscerale e indissolubile dimensione familiare che unisce indissolubilmente Bergamo e la sua squadra.

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© foto di TuttoAtalanta.com
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Sezione: Primo Piano / Data: Ven 10 aprile 2026 alle 17:46 / Fonte: inviata a Zingonia, Centro Sportivo Bortolotti
Autore: Claudia Esposito
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