Il destino, a volte, sa essere un abile e beffardo sceneggiatore. Proprio nelle ore in cui si appresta a brindare all'atteso rinnovo contrattuale biennale con la Juventus, Luciano Spalletti deve preparare i bagagli per affrontare la trasferta più scorbutica e insidiosa dell'intero panorama calcistico italiano: lo sbarco a Bergamo. Sulla panchina nerazzurra siede infatti Raffaele Palladino, un tecnico che nel giro di pochissimi anni si è trasformato in una vera e propria nemesi tattica sia per il club piemontese che per lo stesso stratega di Certaldo.

IL TABÙ NERAZZURRO E IL CONTRATTO - La fumata bianca per il prolungamento del mister toscano è imminente, un accordo che l'allenatore comunicherà in prima persona ai propri tifosi per compattare l'ambiente. Ma l'euforia societaria si va a scontrare con un muro di statistiche impietose. L'allenatore campano dell'Atalanta vanta un record clamoroso: da quando ha intrapreso la carriera in panchina, è riuscito ad affondare la Vecchia Signora alla guida di tre compagini differenti, collezionando scalpi illustri con Monza, Fiorentina e, ovviamente, con la Dea. Come se non bastasse, i precedenti diretti sono una tassa pesantissima per l'ex mister del Napoli, uscito sconfitto nei due unici incroci contro il più giovane collega, compreso il bruciante ko di Coppa Italia rimediato lo scorso febbraio.

LA VORAGINE IN MEDIANA - A complicare maledettamente i piani di rincorsa verso il quarto posto ci pensa l'assenza della pedina scacchistica più vitale per gli equilibri ospiti. La squalifica di Weston McKennie apre un cratere nel centrocampo bianconero, obbligando lo staff a un profondo e rischioso restyling tattico. L'incursore americano, che ha da poco giurato amore eterno legandosi a Torino fino al 2030, è il vero equilibratore della squadra. I dati stagionali parlano chiaro: senza i suoi polmoni (o con un suo impiego ridotto) la formazione ha balbettato vistosamente, incappando in pareggi scialbi contro Verona e proprio contro l'Atalanta nel match di andata, fino al clamoroso e rovinoso tonfo incassato recentemente a Como.

LA NOTTE DI KOOPMEINERS E L'ARMA SEGRETA - L'assenza del texano spalanca inevitabilmente le porte a un ritorno dal sapore forte e agrodolce. Il principale indiziato a caricarsi sulle spalle il peso della mediana è Teun Koopmeiners, chiamato a battere un colpo vitale per il suo futuro proprio sul manto erboso di quella New Balance Arena che per anni lo ha visto incantare e dominare. – come riferisce La Gazzetta dello Sport – l'olandese ha curiosamente offerto finora le sue versioni più convincenti proprio affrontando il suo brillante passato orobico. A fargli compagnia in questo valzer di scelte potrebbe esserci Jonathan David: l'attaccante canadese ha dato sfoggio di grande vitalità colpendo un legno nel pomeriggio di Pasquetta e rappresenta l'arma tattica ideale per scardinare la difesa bergamasca a gara in corso o fin dal primo minuto.

IL PROGETTO SALAH E L'IMPERATIVO CATEGORICO - Tra le frecce offensive, i fari sono puntati sull'evoluzione di Francisco Conceição. Il mister juventino sta plasmando il talento lusitano con un obiettivo ambizioso: trasformarlo in un esterno d'assalto capace di emulare i tagli letali e le reti del primo Mohamed Salah ammirato a Roma. Un potenziale offensivo che dovrà però fare i conti con una Dea lanciatissima. «Dobbiamo provare a vincerle tutte», è il dogma che riecheggia alla Continassa, un messaggio chiaro per una squadra costretta a guardare anche al risultato di Como-Inter per sperare nell'incastro perfetto.

Ma per sbancare il fortino di Bergamo non basteranno i calcoli o le speranze legate agli incroci altrui. Servirà una prestazione epica, perché l'Atalanta viaggia a ritmi forsennati, ha fame di Europa e non è disposta a concedere sconti alle ambizioni di rinascita della Vecchia Signora.

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Sezione: Rassegna Stampa / Data: Ven 10 aprile 2026 alle 07:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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