Il Presidente della Lega Calcio Serie A, Ezio Simonelli, è intervenuto questa mattina ai microfoni di "Radio Anch'io Sport" su Rai Radio 1, trasmissione diretta da Filippo Corsini con la partecipazione di Guido Ardone e Alberto Cerruti, affrontando diversi temi di attualità:
SULLA STAGIONE APPENA CONCLUSA:
"Il Campionato che si è appena chiuso mi è sembrato molto combattuto e bello da vedere. Vorrei fare i complimenti al Como e alla sua programmazione: in quattro anni è passato dalla Serie C alla Champions League. Complimenti anche alla Roma, dopo sette anni torna in Champions, e al Lecce rimasto per la quarta volta in Serie A. Saluto Cremonese, Hellas Verona e Pisa, che hanno lasciato la Serie A, ma mi auguro possano tornare presto tra di noi".
SUL FORMAT DEL CAMPIONATO:
"Campionato a 18 squadre? Ricordo sempre che un'eventuale modifica del format può passare solo da un accordo con le altre componenti per il tema retrocessioni/promozioni quindi può essere deciso solo a livello federale".
SULLA PROGRAMMAZIONE DELLE PARTITE:
"Il fascino delle partite in contemporanea è grande, per chi come noi si ricorda i tempi di quando si ascoltavano alla radio. Ma oggi ci sono esigenze televisive di audience, per cui il famoso 'spezzatino' è quello che paga di più".
SUL CALENDARIO DELLA PROSSIMA STAGIONE:
"Non programmare più derby nel finale di Campionato? Ne terremo conto nelle oltre 400 variabili, sportive e non, di chi fa i calendari. I nuovi calendari saranno ufficializzati il 5 giugno a Parma, durante il Festival della Serie A. Sarà il secondo anno che daremo il calendario il prima possibile, anche i tifosi vogliono organizzare le trasferte. Il derby di Roma? Il fatto di averlo in contemporana con gli Internazionali ha creato qualche problema, poi gestito secondo le necessità della Lega. C'era un'ipotesi iniziale di giocare il derby la sera, perché non c'erano divieti da parte della Prefettura. C'era l'alternativa di giocarlo sabato, nel caso in cui nessuna delle due romane fosse arrivata in finale di Coppa Italia. C'era comunque l'alternativa fattibile di giocare alle 12:30. Abbiamo anticipato di mezz'ora, perché ci è stato detto che ci sarebbe stato il capo dello Stato alla finale degli Internazionali. Abbiamo fatto un piccolo gesto, servito anche per rasserenare un po' gli animi. Anzi, mi auguro che poi il Capo dello Stato, come ho già detto a lui personalmente, possa venire l'anno prossimo alla finale di Coppa Italia, visto che la consideriamo la Coppa del Presidente".
SULLA POSSIBILITA' DI DISPUTARE UN MATCH DI SERIE A ALL'ESTERO:
"In futuro ci sarà la possibilità di valutare l'opzione di disputare partite di Campionato all'estero. Questo fa parte dei programmi codificati oggi anche da Uefa e Fifa. Mentre prima non esisteva alcuna disposizione, oggi si può fare seguendo una procedura che è quella che abbiamo seguito in maniera estemporanea per proporre Milan-Como a Perth. E' una cosa che secondo me si farà, so che non è amata dai tifosi, ma è una maniera per far conoscere la Serie A all'estero e quindi ottenere maggiori ricavi dai diritti tv internazionali".
SULL'ELEZIONE DEL PROSSIMO PRESIDENTE FEDERALE:
"Il programma di Giovanni Malagò noi lo abbiamo condiviso. Se poi non dovesse essere Malagò, ma vincerà Abete, dialogheremo anche con lui. Chiunque dovesse vincere, cercherà di fare il meglio per risollevare il calcio italiano. Anche noi abbiamo dato delle ricette su come far sì che, col tempo, si possa ritornare ai fasti del passato".
SUL DERBY DI TORINO:
"Dispiace che la giornata di ieri sia stata rovinata da un branco di teppisti e delinquenti. Vorrei esprimere la mia solidarietà cristiana al ferito, che fortunatamente non è in pericolo in vita, ma anche solidarietà piena alle forze dell'ordine, ai loro quattro feriti e volevo ringraziarli per aver garantito il deflusso e l'ordine pubblico. Io credo sia surreale che una parte minoritaria dei tifosi si arroghi il diritto di decidere se far continuare o meno una partita come han provato a fare ieri. Ma chi l'ha detto che i tifosi sono solo gli ultras delle curve. Sulle tribune ci sono migliaia di altri tifosi, famiglie, bambini che sono andati allo stadio per assistere a una gara di calcio e non si capisce a che titolo un manipolo ristretto di individui può incidere sulla volontà di un intero stadio. Concordo con quanto ha detto D'Aversa, è un problema culturale. Lasciatemelo dire: non ho mai capito la sudditanza psicologica che i Club e i calciatori hanno nei confronti delle curve. La mia opinione è che trovo fuori luogo, inopportuno, il gesto di riverenza che spesso le squadre fanno andando a salutare sotto la curva gli ultras. I tifosi sono tutti quelli allo stadio, per me dovrebbero salutare al centro del campo tutti".
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