Una stagione storta, un rapporto logorato e una decisione che covava da settimane. Massimiliano Allegri non è più l'allenatore del Milan: il club rossonero ha ufficializzato l'esonero nella giornata di oggi, mettendo fine a un'avventura che non ha mai trovato la quadra né sul piano dei risultati né su quello della comunicazione. Resta però il nodo contrattuale: il tecnico livornese è legato al Milan fino al 2027 da un accordo da cinque milioni di euro netti a stagione, che gravano sul club per circa nove milioni lordi. Una cifra teoricamente dovuta per intero, ma destinata quasi certamente a diventare oggetto di trattativa per una risoluzione consensuale che permetterebbe ad Allegri di rimettersi subito sul mercato.
IL NODO ECONOMICO E LA TRATTATIVA IN VISTA - L'esonero di Allegri è già formalmente operativo, ma la partita vera si giocherà nelle prossime settimane attorno al tavolo degli avvocati. Il Milan non ha intenzione di pagare fino al 2027 un allenatore senza panchina, e lo stesso Allegri ha tutto l'interesse a liberarsi il prima possibile per poter accettare eventuali offerte. La stima reciproca tra le parti — nonostante le tensioni dell'ultimo periodo — lascia intendere che si arriverà a una soluzione concordata, probabilmente con una buonuscita inferiore al valore nominale del contratto residuo. Tempi stretti: il mercato delle panchine non aspetta nessuno, e le candidature per Allegri si stanno già delineando.
NAPOLI: DE LAURENTIIS LO STIMA DA SEMPRE - La prima ipotesi concreta porta a Napoli. Aurelio De Laurentiis ha sempre avuto per Allegri una stima che non ha mai nascosto, e la scelta di Antonio Conte l'estate scorsa era stata in parte condizionata proprio dall'indisponibilità del livornese. Ora le carte sono cambiate: Conte ha lasciato il capoluogo campano, il Napoli cerca un profilo di esperienza e carisma capace di rilanciare un progetto che in questa stagione ha fallito gli obiettivi principali. De Laurentiis vorrebbe replicare quanto fatto dalla Juventus nel 2014: i bianconeri affidarono ad Allegri la successione di Antonio Conte e il tecnico rispose con cinque scudetti consecutivi, quattro Coppe Italia e due Supercoppe. Un precedente che il patron partenopeo conosce bene e che gli fa brillare gli occhi.
LA PISTA NAZIONALE: MALAGÒ FAVORITO, MA LE VARIABILI SONO TANTE - Il secondo scenario porta alla Nazionale italiana. Il 22 giugno si terranno le elezioni del presidente della FIGC, con Giovanni Malagò indicato come grande favorito per la vittoria. La scelta del nuovo commissario tecnico — dopo l'esperienza di Gennaro Gattuso, dimessosi ad aprile dopo la mancata qualificazione ai playoff mondiali — sarà uno dei primi atti del nuovo vertice federale. Allegri ha il profilo giusto per convincere Malagò: esperienza internazionale, autorevolezza riconosciuta, capacità di gestire gruppi di alto livello. Il limite è lo stesso che accompagna quasi ogni sua candidatura: quella percezione di calcio conservativo che a una parte del mondo azzurro non convince del tutto. L'ombra del Milan pesa, almeno nell'immediato.
CONTE-ALLEGRI: DUE DESTINI INTRECCIATI - C'è poi il capitolo Conte, che si intreccia inevitabilmente con quello di Allegri in un cortocircuito tutto italiano. L'ex tecnico del Napoli è libero, ambizioso e con offerte concrete sul tavolo: se dovesse scegliere la Nazionale, Allegri potrebbe prendersi il Napoli; se invece Allegri finisse in azzurro, Conte tornerebbe di attualità per i partenopei. Due traiettorie che si inseguono e si escludono a vicenda, destinate a risolversi nelle prossime settimane in un ordine che al momento è impossibile prevedere con certezza. Quel che è certo è che l'estate del calcio italiano si preannuncia rovente, e l'esonero di Allegri dal Milan ne è appena diventato il detonatore principale.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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