Nel calciomercato estivo dell'Atalanta entra un nome nuovo, arrivato per vie traverse ma non per questo meno intrigante. Albert Guðmundsson è stato offerto ai nerazzurri: l'islandese, reduce da una stagione in chiaroscuro con la Fiorentina, potrebbe diventare uno dei dossier più interessanti del mercato bergamasco. Ma prima di qualsiasi valutazione, serve il giudizio di Maurizio Sarri.

IL BIVIO TATTICO - Il nuovo allenatore nerazzurro è il vero ago della bilancia di questa trattativa. Il 4-3-3 che il tecnico toscano ha sempre applicato con rigore metodologico offre a Guðmundsson almeno due percorsi possibili. Il primo lo vedrebbe ala sinistra alta, nel ruolo che Luca Zaccagni ha incarnato con continuità alla Lazio: palla al piede, inserimenti taglienti, capacità di saltare l'uomo e colpire. Il secondo, più ambizioso e forse più adatto alla natura tecnica del giocatore, sarebbe quello di mezzala alla Luis Alberto – lo stesso che il club immagina anche per Lazar Samardžić. Due fantasisti da reinventare nello stesso centrocampo: suggestione affascinante, ma da maneggiare con cura.

GENOA SÌ, FIORENTINA NO - La storia recente di Guðmundsson racconta di un giocatore che ha bisogno di contesto. Al Genoa aveva fatto benissimo, diventando uno dei trequartisti più prolifici della Serie A. Alla Fiorentina, impiegato prevalentemente come ala in un sistema che non ne valorizzava le qualità, la resa è crollata. È esattamente questo che L'Eco di Bergamo sottolinea come punto critico dell'operazione: l'islandese non è un'ala nel senso classico, e il rischio di replicare l'esperienza viola esiste. Ma è anche lì che entra in scena il precedente più illustre della recente storia nerazzurra – come ricostruisce L'Eco di Bergamo – quello di Charles De Ketelaere, arrivato dal Milan con la reputazione a pezzi e rilanciatosi in maniera clamorosa sotto la guida giusta.

L'INTRECCIO CON BRESCIANINI - L'operazione non nasce nel vuoto: c'è un legame finanziario con la Fiorentina che potrebbe facilitarla in modo significativo. Il club viola deve versare all'Atalanta una cifra nell'ordine di una decina abbondante di milioni per il riscatto obbligatorio di Marco Brescianini. Se i nerazzurri decidessero di investirne cinque, o poco più, nell'acquisto di Guðmundsson, il saldo complessivo dell'operazione risulterebbe decisamente favorevole. Un'uscita netta contenuta, per un giocatore che nel momento di forma migliore vale molto di più di quella cifra.

UN'IDEA, NON ANCORA UN OBIETTIVO - Per ora siamo nella fase dell'esplorazione. Il cantiere tattico di Sarri è ancora ai primissimi sopralluoghi, e il tecnico dovrà definire con precisione le gerarchie e i profili di cui necessita prima che qualsiasi nome possa trasformarsi in trattativa. Ma l'opportunità c'è, la logica finanziaria regge e il precedente De Ketelaere insegna che a Bergamo i talenti incompiuti trovano spesso l'humus giusto per fiorire. Guðmundsson aspetta che qualcuno si convinca davvero di lui. L'Atalanta, intanto, ci pensa.

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Sezione: Primo Piano / Data: Lun 08 giugno 2026 alle 14:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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