C'è un'Inter intera, dai piani alti della dirigenza fino agli spogliatoi di Appiano Gentile, che ha deciso. Il nome è uno solo: Marco Palestra. Il terzino nato a Buccinasco, classe 2005, fresco rientro dal prestito al Cagliari dove ha vissuto la stagione della consacrazione assoluta, è l'"eletto" della campagna acquisti nerazzurra. Lo ha stabilito il tecnico Cristian Chivu, lo ha condiviso la dirigenza, lo ha avallato la proprietà californiana di Oaktree. Il corteggiamento è già partito da lontano, in forma di complimenti sul campo e di voci di corridoio nei ritiri della Nazionale: ora entra nella fase concreta, quella dei numeri e delle trattative. Ma tra Inter e Atalanta, si sa, non ci sono mai stati mercati semplici.

LA STRATEGIA DI CHIVU - Che il tecnico rumeno sia innamorato di Palestra non è una novità. Dopo il 3-0 di San Siro del 17 aprile — con cui l'Inter si è issata verso il ventunesimo scudetto della sua storia — Marcus Thuram ha speso parole dolci per l'avversario, sperando ad alta voce che potesse diventare un compagno. I complimenti di Chivu, catturati dalle telecamere mentre abbracciava il ragazzo a fine partita sussurrandogli «sei proprio forte», erano già al tempo un indizio di ciò che sarebbe accaduto. L'allenatore ha poi affrontato l'argomento in un paio di riunioni al decimo piano di Viale della Liberazione, l'ultima delle quali giovedì scorso: Palestra è il rinforzo prioritario, quello su cui concentrare la fetta più consistente del budget. Tutte le altre necessità — un portiere di riserva di livello, un paio di centrali, una mezzala di qualità, una sorpresa per la trequarti — vengono dopo.

LE LUSINGHE IN NAZIONALE - Il contesto del ritiro azzurro a Coverciano ha fatto il resto. Francesco Pio Esposito, interista e compagno di Nazionale tre mesi più giovane di Palestra, ha già fatto proselitismo raccontando nei dettagli quanto ci si stia bene ad Appiano Gentile. Gli altri nerazzurri convocati da Silvio Baldini ridevano con malizia mostrandogli lo spogliatoio dell'Inter, immaginando un giorno in cui sarebbe potuto entrarci da membro effettivo — come rivela La Gazzetta dello Sport. E Federico Dimarco, altro suo sponsor in Nazionale, è tra i più convinti sostenitori interni di questa operazione. Un 21enne rampante e milanese di nascita, con San Siro sempre nel cuore, non può restare indifferente a un corteggiamento di questo calibro.

IL CONFRONTO CON BARELLA E HAKIMI - In casa Inter, il modello interno portato a esempio per giustificare lo sforzo economico è quello di Nicolò Barella: anche lui arrivato dopo una stagione straordinaria in Sardegna, anche lui costato un occhio della testa — 50,5 milioni di euro totali, considerando tutti gli oneri accessori — anche lui diventato in pochi anni il cuore pulsante della squadra. Sette anni di onorato servizio alla Pinetina, destinati ad aumentare ancora. La proprietà Oaktree ha capito che bisogna fare un unico grosso investimento e puntarci sopra. Il precedente esterno di destra pagato oltre 40 milioni risale all'estate 2020 e faceva lo stesso mestiere: Achraf Hakimi. Il paragone non è casuale, anche perché lo staff di Chivu vede in Palestra qualcosa di più di un semplice terzino: la potenza e il passo sono da ala moderna, da tridente, capace di agire anche a sinistra al posto di Dimarco in caso di necessità.

LA POSIZIONE DELL'ATALANTA: NIENTE SCONTI, NIENTE CONTROPARTITE - La Dea ha cambiato postura rispetto a un anno fa, quando sull'affare Lookman aveva alzato barricate invalicabili. Stavolta la bottega è aperta, i dirigenti si siederanno al tavolo, un incontro è imminente. Ma aperta non significa svenduta. La valutazione di Palestra si muove tra i 40 e i 50 milioni di euro, e non è previsto alcun sconto. Soprattutto — dettaglio fondamentale — l'Atalanta ha già respinto l'ipotesi di inserire Davide Frattesi come parziale contropartita: le due trattative resteranno su binari separati. «Deciderà la legge della domanda e dell'offerta», ripetono da entrambe le parti. Ma l'Inter sa che dovrà staccare un assegno più robusto di quelli degli ultimi anni.

IL NODO DUMFRIES E IL FUTURO DEL REPARTO - Sullo sfondo aleggia la questione Denzel Dumfries. Il terzino olandese ha una clausola rescissoria da 25 milioni che scade assieme al Mondiale, con Liverpool e Barcellona in agguato: se dovesse partire, Palestra diventerebbe ancora più urgente. Ma anche senza l'addio dell'olandese, l'atalantino potrebbe trovare spazio e continuità, grazie alla sua duttilità tattica. Tra l'Inter che vuole e l'Atalanta che valuta, la più grande operazione di mercato dell'estate italiana sta prendendo forma. A Bergamo, intanto, Giuntoli e Sarri aspettano con i conti in mano: cedere Palestra bene significherebbe finanziare almeno due dei rinforzi che il nuovo ciclo nerazzurro richiede. Il prezzo giusto, però, dovranno trovarlo i club da soli.

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Sezione: Primo Piano / Data: Lun 01 giugno 2026 alle 07:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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