Ogni rivoluzione ha bisogno di carburante, e quella che l'Atalanta sta per affrontare partirà da un tesoretto importante. Le cessioni in uscita — su tutte quella di Éderson al Manchester United, chiusa anche se non ancora ufficializzata, e con ogni probabilità quella di Marco Palestra — potrebbero portare nelle casse di Zingonia quasi cento milioni di euro. A cui andrebbero eventualmente aggiunti gli incassi da altre partenze eccellenti, da Raoul Bellanova a Charles De Ketelaere, da Giorgio Scalvini a Gianluca Scamacca. Materia prima abbondante per costruire l'Atalanta di Sarri e Giuntoli.
PALESTRA, IL BIVIO CHE DECIDE TUTTO - La chiave di volta dell'intera estate nerazzurra ha un nome: Marco Palestra. L'Atalanta lo riaccoglie dopo il fruttuoso prestito al Cagliari e deve scegliere cosa farne. L'idea iniziale sarebbe stata quella di trattenerlo, ma il boom della scorsa stagione ne ha gonfiato la quotazione, e di fronte a un'offerta importante il sacrificio diventerebbe quasi automatico — anche perché il calcio di Sarri non pare la cornice ideale per un terzino di spinta come lui. La Dea, dunque, detta le condizioni: cessione possibile, ma per una cifra alta, probabilmente sopra i 50 milioni. L'Inter si è buttata con decisione sul giocatore dopo la partenza di Denzel Dumfries verso Madrid, ma ora temporeggia: dopo un primo incontro avvenuto un paio di settimane fa, i nerazzurri milanesi aspettano un segnale. Se l'Atalanta resterà irremovibile, l'Inter potrebbe dirottare su Andrea Cambiaso della Juventus. C'è poi la variabile estero — in Spagna Atletico e Barcellona, in Inghilterra Newcastle, Aston Villa e soprattutto Manchester City — ma lo stesso Palestra ha fatto intendere di preferire l'Italia. Inter o Atalanta, insomma: la situazione, in un senso o nell'altro, dovrebbe risolversi a breve.
IL DOPO-PALESTRA: SAVONA IN POLE - L'eventuale partenza del terzino aprirebbe immediatamente la caccia al sostituto, e il nome in cima alla lista è quello di Nicolò Savona del Nottingham Forest, profilo particolarmente gradito a Cristiano Giuntoli che lo conosce dai tempi della Juventus. Nel dialogo con gli inglesi potrebbe entrare Raoul Bellanova, che l'Atalanta prova a piazzare. Un incastro che terrebbe insieme l'esigenza di cassa e quella tecnica, nel pieno spirito della gestione nerazzurra – come ricostruisce L'Eco di Bergamo –.
IL CENTROCAMPO DA RICOSTRUIRE - Il reparto che richiede l'intervento più urgente è la mediana. Con Éderson diretto a Manchester, Yunus Musah di ritorno al Milan e Marten de Roon con un anno in più sulle gambe, serviranno almeno due o tre innesti: un regista e una mezzala come priorità minime. Per la cabina di regia il prescelto è Gianluca Gaetano del Cagliari, reinventato playmaker nell'ultima stagione: l'accordo sarebbe possibile attorno ai 18 milioni, e l'impressione è che l'operazione possa concretizzarsi, anche se potrebbe servire un po' di tempo. Piace anche Ardon Jashari del Milan, ma il club rossonero non ha ancora una dirigenza con cui trattare, e lo svizzero sembra intenzionato a giocarsi le proprie carte in rossonero ora che Luka Modrić sta per andarsene.
L'ATTACCO E LE USCITE BOSNIACHE - In avanti, Luka Alajbegović è un obiettivo complicato per via della folta concorrenza, che va dalla Roma a un Sunderland lanciato in corsia di sorpasso. Sul fronte delle uscite, occhio a Gianluca Gaetano come tassello su cui Sarri costruirà il nuovo gioco, mentre sul versante difensivo il caso più curioso riguarda Sead Kolašinac: il suo contratto è stato allungato fino al 2027, ma l'addio resta probabile. Il difensore, nato a Berlino pur essendo di famiglia e passaporto bosniaco, tornerebbe volentieri in Germania — magari al suo vecchio Schalke 04, dove ritroverebbe l'amico e compagno di nazionale Edin Džeko — ma nelle ultime ore è spuntata anche la Real Sociedad. La pista basca è da monitorare. Il mercato della Dea, insomma, è già un cantiere a cielo aperto. E il bello deve ancora cominciare.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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