Il mercato della Serie B è fermo davanti allo stesso ostacolo di sempre: gli esuberi. Prima si cede, poi si compra, e finché le rose restano gonfie di giocatori fuori dal progetto o rientrati dai prestiti, le operazioni in entrata restano congelate. Con un paradosso: proprio quei nomi, oggi ingombranti,rappresentano le migliori occasioni della sessione, magari nelle ore finali.
PERCHÉ SUCCEDE - La logica ha una spiegazione diversa a seconda di chi la applica. Le neopromosse si portano dietro organici tarati sulla Serie C, profili funzionali a un'altra categoria. Le retrocesse, al contrario, devono gestire calciatori arrivati per il palcoscenico della massima serie e poco entusiasti all'idea di scendere di livello, pur avendo contribuito a quella caduta.
CHI NON HA IL PROBLEMA - Non tutti si trovano nella stessa condizione. Carrarese e Catanzaro stanno vendendo con profitto senza rose extralarge, l'Entella deve soltanto ricollocare in C il rientrante Casarotto, mentre per l'Empoli la necessità di cedere nasce da esigenze di natura diversa. Modena, Cesena e Südtirol se la cavano con pochissimi nomi da sistemare, uno solo nel caso degli emiliani: Bozhanaj.
LE RETROCESSE - L'Hellas Verona ha quasi definito l'uscita di Lorenzo Montipò, vicino al Venezia, mentre il resto del gruppo resta volentieri; discorso a parte per Bowie, che potrebbe finire al Sassuolo nell'operazione Mulattieri. Alla Cremonese sono quattro gli attaccanti sul mercato: la pista argentina per Sanabria si è arenata, Djuric può partire, De Luca e Nasti attendono chiamate dalla cadetteria, con il primo che ha più possibilità di restare. Il Pisa, invece, ha messo fuori dal progetto Scuffet e Hojholt.
LE LISTE PIÙ LUNGHE - Il fronte più affollato è quello delle salite dalla C e di alcune piazze ambiziose. L'Arezzo ha da collocare mezza squadra, l'Ascoli ha già alleggerito ma conserva quattro nomi in bilico, tre a testa per Benevento e Vicenza. Impressionanti gli elenchi di Avellino e Juve Stabia, quest'ultima quasi interamente composta da rientri dai prestiti: gli irpini lavorano su Patierno, sondato dal Catania, su Cagnano diretto ad Arezzo e su Tribuzzi vicino al Bari – come ricostruisce La Gazzetta dello Sport – oltre a una lunga coda di contratti pesanti. Situazione simile a Mantova, dove Mancuso può accasarsi in Toscana e Falletti sogna il ritorno alla Ternana.
BRUNORI E IL PAPU GÓMEZ - I nomi di maggior richiamo, però, arrivano dalle piazze storiche. Il Palermo attende una proposta concreta per Matteo Brunori, rientrato dal prestito alla Sampdoria e già pronto a ripartire, dopo aver risolto il nodo Nikolaou con la cessione all'Ofi Creta e con Lund, Blin e Diakite ancora in attesa. Il Padova deve trovare una destinazione ad Alejandro Gómez, con l'ipotesi suggestiva di un ritorno a Catania, oltre a Barreca e Buonaiuto. Alla Sampdoria, infine, sono tornati La Gumina dall'Inter e Pedrola dalla Spagna, quest'ultimo rispedito a casa dopo il primo giorno di ritiro in attesa di una sistemazione: storie di ex illustri finiti ai margini.
IL RISCHIO FUORI LISTA - Per chi resta senza collocazione, l'orizzonte è l'esclusione dalla lista almeno fino a gennaio. Il calendario, però, è ancora lungo, e le società sono pronte ad alzare progressivamente gli incentivi all'esodo fino ai saldi di fine agosto, quando la composizione definitiva degli organici prenderà forma.
Resta il conto finale. Perché gli stessi club che invocano risorse e sostenibilità continuano a pagare il prezzo di scelte sbagliate: esuberi, allenatori esonerati, dirigenti liquidati. Voci che pesano più di quanto si ammetta.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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