Nicola Zalewski suona la carica. L'esterno dell'Atalanta ha introdotto ai microfoni di Sportmediaset la delicata semifinale di andata di Coppa Italia che vedrà i nerazzurri impegnati mercoledì sera all'Olimpico di Roma contro la Lazio (diretta alle 21 su Italia 1). Un match cruciale per dare continuità allo straordinario percorso intrapreso sotto la guida di Raffaele Palladino. Dalla voglia di conquistare il trofeo all'orgoglio di rappresentare l'unica squadra italiana rimasta in Champions League, passando per l'analisi del recente passo falso in campionato e la sua scelta di cuore per la nazionale polacca. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:

Ritrovate la Lazio che avete battuto all'Olimpico qualche settimana fa per 2-0 con un tuo grande gol. Quell'immagine ti accompagnerà in questa partita?
«Le partite passate sono passate. Sappiamo di incontrare una grande squadra che in alcuni momenti ci metterà sicuramente in difficoltà perché sono molto preparati. Dobbiamo essere concentrati per tutti i novanta minuti, ben consapevoli che ci sarà anche una gara di ritorno».

È stata una stagione iniziata con qualche difficoltà e il cambio di allenatore, poi è partita una continua rincorsa europea. Quanto si avverte nello spogliatoio la voglia di prendersi questo trofeo?
«Sicuramente la voglia è tantissima. Siamo l'unica squadra italiana rimasta in Champions League e stiamo portando avanti un bellissimo percorso da quando è arrivato mister Palladino. Siamo contentissimi di tutto questo e non vogliamo assolutamente fermarci qui».

Hai ricordato giustamente di essere l'unica italiana in Champions: quanto vi rende orgogliosi e quanto vi esalta l'idea di confrontarvi col Bayern Monaco? È paragonabile all'impresa col Liverpool in Europa League?
«Sì, assolutamente. Sappiamo benissimo le difficoltà che andremo a trovare in quelle due partite contro i tedeschi. Allo stesso tempo, però, dobbiamo essere orgogliosi di poter giocare sfide di questo calibro, perché se siamo arrivati a questo punto del percorso è solo grazie a quello che abbiamo fatto e costruito nelle partite precedenti».

Avete analizzato la sconfitta inaspettata di Sassuolo, maturata in superiorità numerica? Cosa vi lascia quella gara?
«È stata una partita negativa sotto tanti punti di vista. In realtà eravamo entrati bene in campo: nei primi quindici o venti minuti, fino alla loro espulsione, eravamo concentrati e sul pezzo. C'era forse un po' di timore preventivo per l'approccio alla gara, perché dopo una grande vittoria in Champions rischi sempre di entrare in campo un po' scarichi e con poche motivazioni. Ma non è stato così all'inizio, poi però ci siamo spenti. Abbiamo iniziato a sbagliare tecnicamente delle giocate semplici, eravamo molto meno puliti del solito e loro sono stati bravi a portarsi in vantaggio su una palla inattiva. Ripeto, è una partita ormai passata, dobbiamo essere bravi ad archiviarla immediatamente e a pensare solo alla sfida di domani».

Un'ultima curiosità su di te. Ci sono due versioni discordanti sulla tua scelta della nazionale polacca: c'è stata davvero la possibilità di scegliere l'Italia e l'hai mai valutata?
«Sono sincero, non ho mai valutato l'ipotesi italiana, soprattutto per rispetto della mia famiglia e in particolar modo di papà. Lui ci teneva tantissimo a vedermi giocare con la maglia della nazionale polacca. È stato per realizzare un suo grande sogno e sono profondamente orgoglioso di questo, di poter rappresentare il mio Paese, che è il Paese della mia famiglia e dei miei genitori».

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Sezione: Primo Piano / Data: Mar 03 marzo 2026 alle 14:24
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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