Nessun boicottaggio: Israele-Irlanda si è giocata regolarmente. Dopo giorni di tensioni e discussioni all'interno dello spogliatoio, la nazionale irlandese ha deciso di scendere in campo per la partita di Nations League in programma a Debrecen.

Nei giorni precedenti al match, il portiere Gavin Bazunu aveva proposto di non disputare la gara. Alla fine, però, la squadra ha scelto di giocare, accompagnando la propria presenza in campo con diversi gesti di protesta.

NIENTE STRETTA DI MANO - Al momento dell'ingresso sul terreno di gioco, i calciatori irlandesi non hanno stretto la mano al commissario tecnico, al capitano e ai giocatori della nazionale israeliana. Un gesto che ha preceduto l'inizio della partita e che ha evidenziato il clima di tensione che aveva accompagnato la vigilia dell'incontro.

IL LUTTO AL BRACCIO E L'INNO ISRAELIANO - I giocatori dell'Irlanda sono inoltre scesi in campo con il lutto al braccio, spiegando di voler ricordare "tutte le vittime del conflitto". Durante l'inno israeliano, invece, i calciatori irlandesi hanno mantenuto il capo chinato, guardando verso il terreno di gioco.

LA PROTESTA DEI TIFOSI - Anche sugli spalti sono comparsi diversi striscioni di protesta. I tifosi irlandesi hanno esposto messaggi rivolti alla propria federazione, alla squadra e alla gestione della partita. Tra gli slogan presenti sugli spalti: "Forza Bazunu, la voce della giustizia", "Fallimento FAI, complici del genocidio" e "Stop the game".

La partita, nonostante le tensioni e le diverse forme di protesta messe in scena prima del calcio d'inizio, si è quindi disputata regolarmente.

Sezione: Altre news / Data: Lun 28 settembre 2026 alle 08:15
Autore: Daniele Luongo
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