Harry Kane è il nuovo re del calcio. A 33 anni, il centravanti del Bayern Monaco e capitano dell'Inghilterra ha conquistato il Pallone d'Oro nella cornice della sua Londra, scelta per celebrare i settant'anni del premio. Un successo che restituisce il trofeo al calcio inglese a un quarto di secolo di distanza dall'ultima volta, quando a vincerlo fu Michael Owen nel 2001. «Essere qui a Londra rende tutto ancora più speciale», ha confessato sul palco, visibilmente emozionato.

IL PODIO - Alle spalle dell'inglese si è piazzato Kylian Mbappé, che nelle ore precedenti alla cerimonia sembrava poter completare una clamorosa rimonta, mentre terzo è arrivato Lamine Yamal. Il talento del Barcellona, deluso per aver mancato il premio principale, si è consolato con il riconoscimento di miglior giovane per il terzo anno di fila, dedicandolo al compagno Pau Cubarsí. Quinto, invece, Lionel Messi, che ha preferito restare a Miami piuttosto che affrontare il viaggio transoceanico. A fare la differenza per Kane sono stati i numeri: 73 reti in 65 partite tra Bayern e Inghilterra, trascinata al terzo posto nel Mondiale americano, il miglior risultato dei Tre Leoni dopo il trionfo del 1966.

IL CAMPIONE UMILE - Ma oltre ai gol, a emergere è stata la personalità di un fuoriclasse lontano dai riflettori, fedele a un principio che sintetizza la sua carriera: «Lavora duro in silenzio, lascia che sia il successo a fare rumore per te». Ricevuto il trofeo dalle mani di Ronaldo, il Fenomeno, il centravanti ha pronunciato un discorso sincero, con un saluto al tecnico del Bayern Vincent Kompany, ricoverato in ospedale, e una lunga serie di ringraziamenti personali. Il più toccante alla moglie Kate, compagna di vita fin dall'infanzia: «Questo trofeo lo volevi quasi più di me e so quanto l'attesa di sapere se avevamo vinto è stata snervante per te».

IL MESSAGGIO AI GIOVANI - Dal palco Kane ha voluto trasformare la propria storia in un esempio per le nuove generazioni: «Per ogni bambino che vuole raggiungere questo sogno, tutto è possibile col duro lavoro, quello che fai quando nessuno ti guarda». Un percorso costruito passo dopo passo, senza scorciatoie: «Il mio viaggio non è stato semplice, non sono quello che è andato subito al massimo, ma ho dovuto trovare la mia strada». E in conferenza stampa ha aggiunto il ricordo delle difficoltà degli inizi, delle delusioni superate grazie alle persone giuste e di una mentalità che non è mai cambiata: «Mi alleno sempre come un 16enne che ha qualcosa da dimostrare».

LA NOTTE PERFETTA - Il London Palladium Theatre lo ha accolto con una standing ovation degna di Wembley, celebrando un trionfo che appartiene all'intero movimento inglese. Prima della consegna Kane aveva ammesso di essere più teso che alla vigilia di una grande partita, perché l'esito non dipendeva da lui. In serata aveva già ritirato anche il premio di miglior attaccante della stagione, definendo quella appena conclusa «l'anno migliore della mia carriera». Nei ringraziamenti non sono mancati il Tottenham e Antonio Conte, tra i tecnici che lo hanno aiutato a crescere, ma è al Bayern – come sottolinea La Gazzetta dello Sport – che ha compiuto il salto definitivo, trasformando la sua prolificità in trofei e affermandosi tra i protagonisti assoluti dei grandi club europei.

IL CAMPIONE DEL PRESENTE - Forse non aprirà un'epoca come Messi e Cristiano Ronaldo, né rappresenta il futuro come Yamal, ma Kane è stato il migliore della stagione appena trascorsa, protagonista di un calcio europeo sempre più competitivo e di un Mondiale vissuto da trascinatore. Re per la prima volta, a casa sua: un epilogo che supera persino i sogni.

© Riproduzione Riservata

Sezione: Altre news / Data: Mar 27 ottobre 2026 alle 07:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture