Atalanta-Frosinone 4-4 è una partita che sfugge a ogni tentativo di lettura razionale. Novantasei minuti alla New Balance Arena in cui entrambe le squadre hanno attaccato senza freni e senza equilibrio, affidandosi all'istinto più che alla ragione: i nerazzurri hanno ritrovato i gol dei propri attaccanti contro una retroguardia ospite in grande difficoltà, i ciociari hanno capitalizzato con aggressività e coraggio gli errori tecnici commessi dai bergamaschi.

UN'ALTALENA SENZA PADRONI - Il punteggio ha oscillato in continuazione: prima il Frosinone è passato due volte in vantaggio venendo sempre ripreso, poi l'Atalanta ha messo la testa avanti in due occasioni senza riuscire a difendere il margine. Un andamento tanto più sorprendente perché nessuna delle due formazioni ha mai dimostrato una vera superiorità sull'altra.

IL PRIMO TEMPO - La gara si è aperta con un regalo: dopo appena 25 secondi un retropassaggio di Éderson ha servito Romano Schmid, libero in area, per lo 0-1. Al 14' Nikola Krstović ha ristabilito la parità, ma tre minuti più tardi gli ospiti sono tornati avanti, ancora una volta su un errore di Relja Obrić. La Dea ha reagito nonostante la perdita di Raoul Bellanova, fermato da un problema muscolare proprio nel suo momento migliore, e ha ribaltato il risultato: al 33' il rigore trasformato da Éderson, al 45' il 3-2 firmato ancora da Krstović.

LA RIPRESA - Il vantaggio dell'intervallo è svanito quasi subito. Al 3' della ripresa Giacomo Calò ha firmato il 3-3, due minuti dopo Eljif Elmas ha riportato avanti i nerazzurri sul 4-3. A quel punto la squadra di Sarri è riuscita per una ventina di minuti a governare il match, costruendo ripartenze pericolose ma sprecandole nella rifinitura o contro il portiere avversario. Fino alla mezz'ora la Dea ha retto, poi ritmo e baricentro sono scesi sempre più, complice la fatica accumulata in un calendario fitto. Il Frosinone ha spinto i nerazzurri dentro la propria area e il pareggio è arrivato come una conseguenza logica, mentre un paio di buoni interventi di Marco Carnesecchi hanno evitato la beffa più amara.

KRSTOVIĆ E DE KETELAERE - Dal punto di vista individuale, il bilancio offensivo è confortante. Krstović è stato il migliore in campo e ha trascinato il reparto, mentre Charles De Ketelaere si è finalmente mostrato vivo e brillante. Anche la difesa, nel complesso, non ha commesso errori gravi al di là dei singoli episodi.

MEDIANA E PANCHINA SOTTO ACCUSA - I problemi sono altrove. La coppia di centrocampo formata da Gianluca Gaetano ed Éderson ha sofferto per tutta la gara, e i cambi non hanno portato il contributo sperato: deludenti le prove di Lorenzo Bernasconi, Lazar Samardžić, Nicola Zalewski e Gianluca Scamacca. A pesare sul risultato – come analizza Pietro Serina sul Corriere di Bergamo – sono stati soprattutto i cali di concentrazione: gli errori di Éderson e Obrić, l'incomprensione tra Bernasconi e Jonathan Rowe sul 3-3 e la scarsa intensità difensiva di Samardžić in occasione del 4-4 sono costati il successo in una sfida destinata a restare negli annali per il suo disordine.

Una partita impossibile da giudicare fino in fondo, ma con un verdetto sostanzialmente giusto: un punto a testa.

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Sezione: Rassegna Stampa / Data: Lun 26 ottobre 2026 alle 21:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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