La partita di Éderson contro il Frosinone si racconta in due momenti. Il primo, al venticinquesimo secondo, è un controllo sbagliato al limite dell'area che regala a Schmid lo 0-1. Il secondo, al 33', è il rigore trasformato con freddezza per il 2-2. In mezzo, novanta minuti da perno di una mediana che senza Kessie dipende da lui.

IL PESO - Dalla partenza di de Roon, raccontata ne il retroscena su de Roon e Djimsiti, Éderson è il centrocampista che gioca sempre: titolare con Venezia, Milan e Frosinone, subentrato col Pafos. Con Gaetano e Pašalić che si alternano al suo fianco, è l'unico riferimento fisso in uno dei due moduli che Sarri userà durante la stagione.

L'ERRORE - Non è un caso isolato: è il frutto di una costruzione bassa che il tecnico chiede anche sotto pressione, e di un giocatore che tocca più palloni di tutti. Chi gioca di più sbaglia di più; il problema è quando l'errore arriva al primo pallone.

LA RISPOSTA - Il rigore, battuto senza esitazione dopo aver causato lo svantaggio, dice molto del suo carattere. Dopo Amsterdam aveva chiesto al gruppo di dimostrarsi una famiglia, come riportato ne la famiglia evocata da Éderson: ieri ha dato l'esempio nel modo più difficile.

FIRENZE - Giovedì giocherà ancora, perché non c'è alternativa. Con Kessie fuori e Pašalić e Gaetano a turno, la sua lucidità nei primi minuti sarà la prima chiave del Franchi.

Un regalo e un rigore nella stessa partita: Éderson è il simbolo di un centrocampo che chiede troppo a un uomo solo.

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Sezione: Primo Piano / Data: Lun 26 ottobre 2026 alle 14:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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