Un gol regalato dopo appena quaranta secondi, la reazione fino al 4-3 e il pareggio subito a otto minuti dalla fine, accompagnato dai fischi della New Balance Arena. Nella conferenza stampa successiva al 4-4 con il Frosinone, ottava giornata di Serie A, Maurizio Sarri ha analizzato una partita nata e sviluppata tra mille difficoltà. Il tecnico nerazzurro ha difeso il pubblico, ha riconosciuto gli errori madornali sui primi due gol, ha ammesso di essersi aspettato di più dai cambi e si è assunto la responsabilità delle scelte nel finale, aggiornando anche sulle condizioni di Bellanova, Scalvini, Sulemana e Kessié.

Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com

Mister, ha parlato di un momento difficile per tanti motivi. Partirei dal finale: una partita che poteva essere una vittoria sul 4-3 si è chiusa con un pareggio, e con la delusione del pubblico.
«Il risultato ha deluso il pubblico e ha deluso anche noi. Però per noi era una partita piena di difficoltà, per tantissime motivazioni diverse: era difficilissima a prescindere, contro una squadra che sta mettendo tutti in difficoltà. In più ci abbiamo messo dentro un gol regalato dopo quaranta secondi, che poteva essere una mazzata da cui non rialzarsi, e invece la squadra ha reagito. Poi, sul 4-3, sinceramente, con una migliore gestione dei palloni di ripartenza a campo aperto, avremmo potuto anche cercare di chiudere la partita. Non ce l'abbiamo fatta fino alla fine. Forse potevamo aspettarci qualcosa in più dai cambi: era chiaro che qualcuno di quelli che avevano iniziato la partita non sarebbe arrivato al novantesimo, ma avevamo quattro o cinque cambi pronti da cui speravamo qualcosa in più. Però, visto il momento che attraversiamo, è una prestazione da non buttare, e non è da buttare neanche il risultato. Capisco la delusione del pubblico, ma non posso dimenticare che ci hanno aiutato in maniera feroce per novantacinque, novantasette minuti. Se fischiano alla fine è perché sono delusi, come siamo delusi noi del risultato finale: però in una situazione come questa bisogna ringraziare i nostri tifosi per averci aiutato, senza fare caso alla delusione finale».

Altre volte abbiamo commentato mezz'ore molto positive all'inizio o alla fine: stasera la prestazione è sembrata più spezzettata, con tante alternanze. Come vede la continuità all'interno della partita e tra una partita e l'altra?
«È stata una partita particolare, per il modo di giocare degli avversari, che ti attaccano in otto e ti mettono in difficoltà, ma ti lasciano anche intravedere grandi spazi. La scelta in campo dei giocatori è stata quasi sempre quella di andare diretti, perché vedevano questi spazi, ed è chiaro che poi la partita esplode, con un'azione da una parte e un'azione dall'altra. Contro questo tipo di avversari è anche difficile trovarsi in una situazione in cui puoi prendere in mano la partita in maniera più serena. Quindi era chiaro che poteva venire fuori una partita così, e il regalo che abbiamo fatto dopo quaranta secondi l'ha resa ancora più evidente».

Spesso si è parlato dei nuovi meccanismi da assimilare e di quanto tempo servirà. Io le chiedo come sente e come vede la squadra in questo momento.
«Sinceramente la squadra non la vedo male. Abbiamo tantissime problematiche in questo momento e facciamo fatica a risolverle tutte. Però una squadra che ha giocato sessanta ore prima, che si ritrova in questa battaglia sotto 1-0 e poi sotto 2-1 e non si arrende, continuando a combattere, non mi sembra da riprendere dal punto di vista comportamentale e dell'atteggiamento. Poi in questo momento abbiamo dei problemi e li stiamo pagando, sotto tanti punti di vista».

Questa volta i cambi non hanno inciso, a differenza di San Siro: che cosa ne pensa? E come sta Bellanova?
«Te l'ho già detto prima: è una sensazione che ho avuto anch'io, ci aspettavamo qualcosa in più. Secondo me Pasalic non è entrato neanche male, ma gli altri sono tutti giocatori che possono darci qualcosa in più nel momento in cui entrano. Per quanto riguarda Bellanova, in questo momento non lo so: penso che fino a domattina sia difficile fare anche un minimo di diagnosi».

Che cosa ha pensato dopo ventisei secondi, quando ha visto quell'assist involontario? E qual è la situazione degli infortunati in vista di giovedì e del Parma, prima della sosta?
«Ho pensato che la partita era già complicatissima di suo e che quello ci poteva veramente mettere ko. Poi ho visto la reazione della squadra, siamo andati subito in avanti in maniera pericolosa e mi si è riaccesa un po' di speranza, perché dal punto di vista caratteriale la squadra ha reagito bene a tutte le difficoltà e a tutti gli episodi della partita. Sugli infortunati: Scalvini, dopo una buona visita di controllo, ha cominciato a fare qualcosa sul campo, e anche Sulemana sta bene per quanto riguarda gli infortuni. Però sono stati fermi talmente tanto che a livello di condizione fisica, in alcuni test, in questo momento sono addirittura al di sotto di quelli di inizio luglio, quando erano fermi per le vacanze estive. Quindi serve un po' di pazienza: magari saranno due giocatori che a breve potranno essere utilizzati per spezzoni di partita. Per quanto riguarda gli altri non so, so che Kessié dovrebbe avere un controllo domani».

Quattro gol subiti sono tanti: è questo che la preoccupa di più o c'è un altro problema che in questo momento la assilla?
«Il tipo di partita che è venuto fuori poteva portare a un 6-4 per noi, a un 5-4, a un 5-5. Poi bisogna valutare il tipo di gol che abbiamo preso, perché i primi due mi sembrano un regalo abbastanza evidente, in cui c'è un po' di tattica e un po' di tecnica: sono errori madornali, errori banali, e purtroppo ogni tanto succede. Negli altri due c'è anche la bravura degli avversari, che li hanno messi dentro dal limite dell'area: su uno forse c'è stata una deviazione, mi sembra, ma dalla panchina non sono sicuro. Sicuramente non siamo in un momento in cui diamo la sensazione della solidità. Quindi vediamo di far crescere i giocatori che stanno giocando adesso, di recuperare i ragazzi che sono fuori e di riprendere un tipo di lavoro che era stato cominciato e che poi si è frammentato per duemila motivi».

In questo momento particolare sta venendo fuori bene Elmas: che cosa può darvi, anche in caso di necessità, giocando più dentro al campo con il nuovo sistema?
«Elmas, sinceramente, l'ho visto giocare in tutti i ruoli: l'ho visto fare il centrale di centrocampo, l'ho visto giocare da esterno, da prima punta e da seconda punta. È un ragazzo molto intelligente, di grande dinamismo e di grande disponibilità per ogni lavoro che gli viene chiesto. Quindi ci sta dando e ci potrà dare tanto per tutta la stagione».

Ha detto che si aspettava di più dai cambi. Nella forse migliore partita stagionale di De Ketelaere e con un Rowe acceso più volte, li ha tolti per preservarli o perché pensava di cambiare la partita?
«Rowe mi sembrava un po' stanco. Poi ha cominciato a chiedere il cambio anche Krstović, e a quel punto, in vantaggio e a dodici-tredici minuti dalla fine, abbiamo deciso di sostituire anche De Ketelaere per giocare con un centrocampista in più, per avere meno problemi difensivi e reggere il risultato fino alla fine. Non è andata così: vuol dire che la scelta non è stata giusta».

Nessun alibi, ma un'analisi lucida e una difesa netta del pubblico: Sarri rivendica la reazione della squadra, ammette gli errori madornali e si assume la responsabilità dei cambi. In un momento in cui la Dea non trasmette solidità, la ricetta resta quella di sempre: recuperare uomini e ricominciare un lavoro che il calendario ha frammentato.

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Sezione: Primo Piano / Data: Dom 25 ottobre 2026 alle 17:52
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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