Massimiliano Alvini rivendica la prova del suo Frosinone ma non nasconde il rammarico per un successo sfiorato. In conferenza stampa alla New Balance Arena, al termine del 4-4 contro l'Atalanta, Massimiliano Alvini ha analizzato una partita che ha visto i ciociari rispondere colpo su colpo ai nerazzurri.

IL 4-4 E IL RAMMARICO - Il primo pensiero è per i sostenitori arrivati in Lombardia, ai quali il tecnico dedica il pareggio finale, vissuto come uno sfogo: «Al 4-4 è stata una grande liberazione». Ma la soddisfazione convive con un velo di amarezza, perché segnare quattro reti in trasferta e non portare a casa i tre punti lascia il segno: quel bottino, ammette, «rimane un rammarico». Su un aspetto, però, l'allenatore non ha dubbi, ed è l'atteggiamento con cui la squadra ha affrontato la sfida di Bergamo contro i nerazzurri: «Noi siamo venuti qua determinati ed è questa la cosa più importante».

LA FASE DIFENSIVA - Il tecnico toscano entra poi nel dettaglio dei gol incassati. Sulla quarta rete atalantina individua con precisione il punto di rottura, un pallone perso in mezzo al campo: «È un errore di gestione della palla». Il giudizio complessivo, tuttavia, resta positivo, perché il Frosinone ha saputo reggere il confronto anche sul piano del possesso. E soprattutto ha avuto il coraggio di non rintanarsi: «Accettare l'uno contro uno è roba forte per i miei giocatori». Una scelta che vale i complimenti ai suoi ragazzi e una certezza sul cammino stagionale: «La strada è quella giusta per la salvezza».

TERZIĆ E IL GRUPPO - Interpellato sulla reazione di Aleksa Terzić, autore del gol del pareggio, Alvini evita di isolare il singolo: «Per me sono tutti importanti». Il concetto è chiaro e accompagna tutta la filosofia del suo lavoro: ognuno deve farsi trovare pronto, perché a contare davvero è il collettivo.

L'IDENTITÀ DEL FROSINONE - Infine, una riflessione sul calcio proposto da una squadra diventata una delle realtà più sorprendenti di questo campionato. Per l'allenatore non è il sistema di gioco a fare la differenza, ma lo spirito con cui lo si interpreta: attaccare compatti e difendere tutti insieme, accettando anche le fasi di sofferenza. Il messaggio finale non lascia spazio a equivoci: «Si può giocare a 4 o 3, però conta solo l'identità».

Quattro gol, tanto orgoglio e un pizzico di rimpianto: il Frosinone lascia Bergamo con la consapevolezza di poter competere con chiunque.

© Riproduzione Riservata

Sezione: L'avversario / Data: Dom 25 ottobre 2026 alle 17:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture