Atalanta-Frosinone è il tipo di partita che, sulla carta, i nerazzurri dovrebbero vincere. Ed è proprio questo il punto: in un avvio di stagione in cui la squadra di Maurizio Sarri ha quasi sempre fatto ciò che ci si aspettava da lei, oggi alle 15 alla New Balance Arena, in diretta su Dazn, è chiamata a confermare il copione contro l'avversaria più scomoda tra quelle di fascia inferiore.

UNA STAGIONE DA PRONOSTICO - Al di là delle difficoltà evidenti, c'è un dato che accompagna il percorso della Dea: ha vinto quando era più forte, con la sola eccezione del Cagliari, e ha perso quando, almeno in quel momento, era inferiore. L'ultimo capitolo è la sconfitta di giovedì in Olanda contro l'Ajax, avversaria europea di pari livello teorico. Adesso, contro una squadra meno attrezzata, tocca ai bergamaschi far pesare i propri gradi e contraddire la lettura che la stagione sta dando di loro.

IL FROSINONE DI ALVINI - Di fronte c'è la rivelazione del torneo. I ciociari sono sesti anche dopo le gare di ieri e resteranno comunque davanti ai nerazzurri al termine di questa giornata, qualunque sia il risultato. Partiti con l'etichetta di retrocessa annunciata, gli uomini di Massimiliano Alvini si sono trasformati in due mesi in una formazione da zona alta: difficilmente ci resteranno fino a maggio, ma la permanenza in Serie A appare già quasi al sicuro con ottobre ancora da chiudere. Non è solo questione di singoli, per quanto Antonio Raimondo viaggi con numeri da capocannoniere e Ghedjemis e Kvernadze siano esterni capaci di far male: il vero segreto è un'organizzazione di gioco assimilata alla perfezione, con cui la squadra compensa i limiti tecnici. Esattamente ciò a cui aspira l'Atalanta, che però in quel percorso è soltanto agli inizi.

RITMO E AGGRESSIVITÀ - A rendere pericolosi i giallazzurri sono soprattutto le gambe. Corsa continua, recupero del pallone con ferocia, interventi che interrompono la manovra avversaria sul nascere: non a caso il Frosinone è di gran lunga la squadra che commette più falli nel campionato. Ingredienti che rischiano di mandare in difficoltà una Dea ancora alla ricerca dei propri automatismi, costruita da Sarri per ragionare con il pallone e non ancora pronta a farlo sotto pressione costante.

IL TEST DI OGGI - Ecco perché il pomeriggio di Bergamo vale più dei tre punti. Se i nerazzurri riusciranno a neutralizzare la ricetta con cui i ciociari hanno già sorpreso il Como, il progresso sarà evidente. Portare a casa una gara che va vinta, stavolta, non è una formalità, e il ragionamento è lineare: per cominciare a raccogliere punti contro chi oggi sta un gradino sopra, bisogna prima farlo contro chi è meno forte ma affamato. Il profilo dell'avversario, del resto, è quello di una squadra che ha già raccolto tredici punti e tante conferme.

LA CLASSIFICA E IL BLOCCO DI PARTITE - C'è poi l'obbligo della graduatoria. La parte destra della classifica non può essere la casa dell'Atalanta, e una vittoria servirebbe a ridurre il distacco dal gruppo di testa. Il segmento di stagione in corso, aperto da due successi e proseguito con due sconfitte nelle uniche sfide davvero complicate, offre da qui alla sosta un calendario da sfruttare – come sottolinea L'Eco di Bergamo – con Fiorentina, Parma, Kairat e Monza dopo il Frosinone. In questo tratto, vincere non è un'opzione ma una necessità.

COSA SERVE: DE KETELAERE E NON SOLO - Alla squadra si chiede di scrollarsi di dosso la lentezza vista troppo spesso e quei cambi di volto improvvisi che la trasformano nel giro di una stessa partita. Più idee, più intensità, più giocate che spostano gli equilibri. La richiesta è rivolta prima di tutto ai giocatori di maggior talento, a partire da Charles De Ketelaere: il tecnico continua a puntare su di lui nella nuova posizione di trequartista, una scelta che per ora non sta rendendo, e dal belga esige un rendimento molto diverso. Ma serve di più da tutti, al di là di un sistema di base che pare ormai consolidato nel 4-2-3-1.

LE ASSENZE E OBRIĆ - Il contesto resta quello di sempre: infortuni a raffica, otto indisponibili anche oggi, una difesa rimaneggiata e la maglia da titolare obbligata per il giovane Relja Obrić. In mezzo a tutto questo ci sono i gol di Nikola Krstović e qualche lampo sparso, mai però con continuità.

Il momento della svolta non ha una data: ma un pomeriggio come questo è il più adatto per cominciare.

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Sezione: Serie A / Data: Dom 25 ottobre 2026 alle 07:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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