Massimiliano Alvini arriva a Bergamo da allievo che ha imparato bene la lezione. L'allenatore del Frosinone, oggi avversario dell'Atalanta, ha costruito la rivelazione del campionato partendo da lontano, da una carriera iniziata sui campi di periferia e cresciuta a forza di gavetta, fino a trasformare una neopromossa in una delle squadre più organizzate della Serie A.

LA GAVETTA DI ALVINI - Nato a Fucecchio, in Toscana, Massimiliano Alvini ha mosso i primi passi tra Promozione ed Eccellenza con Signa e Quarrata, prima di legare il suo nome al Tuttocuoio, accompagnato con una sequenza di successi dalla Promozione fino al professionismo. Poi la Pistoiese e, nel 2016, la chiamata dell'AlbinoLeffe.

GLI ANNI IN VAL SERIANA - A portarlo in bluceleste fu l'allora direttore sportivo Simone Giacchetta, e il tecnico ripagò la fiducia con un calcio vivace e ragionato: due annate da playoff, con un nono e un quinto posto, prima di un avvio difficile che nel novembre 2018 gli costò la panchina. In quello stesso periodo, tra fine ottobre e inizio novembre, dovette affrontare anche problemi di salute, fortunatamente risolti. Il rapporto con la provincia orobica, però, non si è mai spezzato: non è raro incrociarlo dalle parti di Zingonia.

DA REGGIO EMILIA A CREMONA - La tappa successiva è la Reggiana, dal 2019 al 2021, chiusa con la vittoria dei playoff di Serie C e con il ritorno degli emiliani in cadetteria dopo 21 anni. Seguono il Perugia in B e, ancora su indicazione di Giacchetta, il debutto nella massima serie alla guida della Cremonese, interrotto da un esonero a gennaio. In mezzo, prima del Frosinone, le esperienze con Spezia e Cosenza.

LA SVOLTA CIOCIARA - La consacrazione porta la data della stagione 2025/26. In Serie B il Frosinone di Alvini diventa una macchina da punti: 81 alla fine, uno in meno del Venezia, con un gioco concreto, moderno, curato in ogni dettaglio e devastante in contropiede. E l'impatto con la Serie A non ha cambiato il registro: 13 punti in sette giornate, quattro vittorie, un pareggio e due sconfitte. I ko sono arrivati di misura con la Juventus di Luciano Spalletti (0-1) e in modo più netto al Maradona contro il Napoli di Massimiliano Allegri (0-3); i successi, invece, contro Fiorentina (3-0 al Franchi) e Venezia (3-2), oltre ai due colpi casalinghi contro Como (2-0) e Sassuolo (4-2), ottenuti senza mai rinunciare ad affrontare a viso aperto tecnica e ruvidezza della categoria. Numeri che fanno dei giallazzurri una delle sorprese più solide di questo avvio.

IL 4-2-3-1 DELLE MERAVIGLIE - Negli anni Alvini ha ampliato il proprio repertorio tattico: dal 3-4-1-2 e dal 3-4-2-1 degli esordi è passato a un 4-2-3-1 che oggi è il marchio del suo Frosinone. Difesa a quattro, tre giocatori di qualità alle spalle della punta, ritmi altissimi e, soprattutto, una rapidità feroce nel ribaltare l'azione appena riconquistato il pallone. In porta c'è il promettente Palmisani; al centro della difesa, accanto a Calvani, potrebbe toccare a Giorgio Cittadini, cresciuto nel vivaio nerazzurro e in prestito dall'Atalanta, che nel sistema ciociaro sta trovando minuti e sicurezza; in alternativa c'è Monterisi. In mediana la coppia Giacomo Calò-Masini.

RAIMONDO E I TREQUARTISTI - Il reparto che fa la differenza è quello offensivo. Dietro alla punta agiscono tre uomini abili nel dribbling, nelle ripartenze e nel creare superiorità numerica, con la creatività di Ghedjemis e Kvernadze sugli esterni e l'austriaco Romano Schmid a collegare centrocampo e attacco. Tutto per alimentare Antonio Raimondo, esploso quest'anno con sette reti in sette partite: è lui il capocannoniere della Serie A – come ricorda L'Eco di Bergamo – e il terminale di un gioco compatto, verticale, fatto di pressione e intensità.

SARRI, IL MAESTRO - C'è un filo che lega le due panchine. Maurizio Sarri è stato uno dei punti di riferimento nella formazione di Alvini, che ai tempi dell'Empoli andava ad assistere alle sedute del collega per coglierne i segreti, con la complicità di una comune radice toscana. Oggi quel rapporto si traduce in una sfida di idee: due squadre con sistemi probabilmente speculari, ma con interpretazioni e sfumature differenti.

Dall'allievo in tribuna a Empoli all'avversario alla New Balance Arena: per Alvini il cerchio si chiude contro il suo maestro.

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Sezione: L'avversario / Data: Dom 25 ottobre 2026 alle 07:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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