Il dato più significativo della sconfitta contro l’Ajax riguarda la difficoltà dell’Atalanta nel rendersi pericolosa. Il 2-0 di Amsterdam non racconta soltanto una gara persa, ma anche una prestazione nella quale la squadra nerazzurra ha faticato a trovare soluzioni offensive efficaci.

La manovra è apparsa poco incisiva e gli attaccanti hanno ricevuto pochi palloni giocabili nelle zone decisive. Senza profondità, accelerazioni e una presenza costante negli ultimi metri, l’Atalanta non è riuscita a mettere sotto pressione la difesa avversaria.

LE SCELTE SUGLI ESTERNI - La disposizione tattica adottata da Sarri ha privilegiato interpreti meno offensivi sulle corsie laterali. Una scelta che può aver contribuito a garantire maggiore equilibrio, ma che ha anche ridotto alcune possibilità di sviluppo della manovra.

Il problema non riguarda soltanto i singoli giocatori. Per rendere efficace il sistema offensivo occorre che centrocampisti ed esterni riescano a sostenere contemporaneamente la costruzione e l’attacco degli spazi. Quando questo collegamento viene meno, la squadra rischia di diventare prevedibile e di perdere incisività.

DIFENDERE BENE NON È SUFFICIENTE - La maggiore solidità mostrata contro l’Ajax rappresenta un elemento da valorizzare, ma non può bastare. L’Atalanta deve riuscire a difendere con ordine senza rinunciare alla propria capacità di attaccare, trovando un equilibrio tra prudenza e aggressività.

Per Sarri il prossimo passaggio sarà rendere più fluida la transizione dalla fase difensiva a quella offensiva. Serviranno movimenti coordinati, maggiore velocità nella circolazione del pallone e una presenza più concreta in area di rigore.

La sconfitta olandese ha messo in evidenza una lacuna precisa: la squadra può anche concedere meno, ma senza una crescita nella produzione offensiva il percorso resterà complicato. La risposta dovrà arrivare dal campo, attraverso soluzioni tattiche e prestazioni più convincenti.

Sezione: Conference League / Data: Sab 24 ottobre 2026 alle 10:30
Autore: Daniele Luongo
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