ATALANTA-FROSINONE 4-4 (p.t. 3-2)
1' e 17' Schmid (F), 12' e 45' Krstovic (A), 33' rig. Ederson (A), 48' Calò (F), 50' Elmas (A), 83' Terzic (F)

Un gol subito dopo pochi secondi, la rimonta fino al 4-3 e il pari incassato a otto minuti dalla fine. Al termine del 4-4 tra Atalanta e Frosinone, ottava giornata di Serie A, Maurizio Sarri ha analizzato ai microfoni di DAZN una partita aperta e confusa. Il tecnico nerazzurro ha ammesso i due gol regalati, ha rivendicato la capacità di reazione della squadra nonostante la stanchezza accumulata tra campionato e Conference, e ha spiegato perché contro un avversario come quello di Alvini palleggiare sia così complicato.

Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com

Mister, partita complicatissima, aperta, confusa. Da quando avete cambiato sistema accettate di più questo tipo di duelli e partite di transizione, e state facendo passi avanti, ma ci sono momenti cruciali che forse la preoccupano: il finale di Amsterdam, i primi secondi di oggi, il gol preso nel finale anche stasera. È la gestione di questi momenti a preoccuparla?
«Preoccuparmi no. È chiaro che stiamo attraversando un momento difficile per duemila motivi. Abbiamo praticamente regalato due gol, e nonostante questo siamo rientrati in partita e abbiamo rischiato di vincerla. Potevamo gestire meglio anche l'inizio del secondo tempo, questo sicuramente sì. Poi c'è da considerare che, nel finale, l'avversario aveva giocato l'ultima partita dieci giorni fa, mentre noi in dieci giorni ne abbiamo fatte tre o quattro: che il finale potesse essere un po' meno brillante era abbastanza evidente. Però la squadra ha retto botta. Abbiamo subito due episodi che ci hanno messo sotto, subito all'inizio e subito dopo l'1-1, e che ci potevano tagliare le gambe: la squadra è riuscita a rimanere dentro la partita, a reagire e ad andare in vantaggio. Ci dispiace per il risultato finale, ma, visto il momento, è una prestazione da accettare».

Il ribaltamento è stato positivo. Le sue squadre però sono sempre state molto brave nel palleggio e nel controllo, anche l'Atalanta della primissima parte di stagione: l'errore dopo quaranta secondi ha tolto la tranquillità per palleggiare?
«Oggi abbiamo giocato contro un avversario particolare, contro cui è molto difficile palleggiare. Contro squadre di questo tipo, che possono trascinarti in una partita diretta in cui vedi tanti spazi in cui entrare, se decidi sempre di andare in verticale invece di palleggiare può succedere. Te l'ho detto: partita particolare, una partita che temevamo, perché loro erano molto più freschi di noi e, con il modo di giocare che hanno, poteva essere un problema enorme. Prendere gol dopo quaranta secondi poteva essere un altro problema enorme. Quindi meno male che abbiamo reagito e che siamo rimasti dentro la partita, anche abbastanza bene, pur con una certa fragilità difensiva. Però, tutto sommato, due gol li abbiamo regalati e gli altri due loro li hanno segnati con due tiri, forse uno deviato, ma di grande livello. Quindi in questo momento è una prestazione e un risultato che dobbiamo accettare».

Pensavo che l'Atalanta, dopo aver giocato giovedì e con giocatori esperti, avrebbe cercato di condurre la partita in modo più controllato. Poi è arrivato il gol e tutto è cambiato: anche Carnesecchi, quando avevate il pallone, sceglieva quasi sempre il lancio lungo invece di gestire. Forse la stanchezza ha tolto ai giocatori la capacità di gestire questi momenti?
«Contro di loro è difficile palleggiare: la squadra più di palleggio d'Italia è il Como, e a Frosinone ha perso 2-0 senza riuscire a palleggiare. Quindi è pericoloso. Poi i tanti spazi che ti lasciano ti invitano anche a un certo tipo di scelta. Magari in certi momenti potevamo palleggiare di più nella metà campo avversaria, ma palleggiare bassi contro una squadra così è molto, molto pericoloso. L'avevamo visto studiando gli avversari, e la richiesta era di fare buone scelte su quando andare diretti e su quando, conquistata la metà campo avversaria, cercare di palleggiare. Noi ci siamo fatti un po' troppo invitare dagli spazi enormi che ci concedevano».

Nessun dramma, ma un'analisi lucida degli errori: Sarri accetta un pareggio che fotografa il momento della Dea, capace di reagire ma ancora troppo fragile nei momenti chiave. Con un calendario che non concede respiro e una difesa ancora in emergenza, il tecnico nerazzurro sceglie di valorizzare la reazione, pur sapendo che due gol regalati sono un lusso che la sua squadra non può più permettersi.

© Riproduzione Riservata

Sezione: Primo Piano / Data: Dom 25 ottobre 2026 alle 17:36
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture