Atalanta-Frosinone consegna l'immagine di una squadra a due velocità. I nerazzurri hanno mostrato progressi evidenti nella costruzione della manovra, producendo molto nella prima frazione grazie a un De Ketelaere ispirato e a un Krstović sempre trascinante. Ma la fase difensiva continua a essere il grande nodo irrisolto, tra sbavature dei singoli e letture collettive sbagliate, con la stanchezza della trasferta europea a presentare il conto nella ripresa.

LE SCELTE DI SARRI - L'Atalanta si è schierata con il 4-2-3-1 ormai diventato abituale. Davanti a Marco Carnesecchi, il tecnico ha riproposto la stessa linea difensiva vista ad Amsterdam contro l'Ajax: Raoul Bellanova a destra, Davide Zappacosta spostato sulla corsia opposta e la coppia centrale formata da Kristensen e Relja Obrić. In mediana Éderson e Gianluca Gaetano, con Charles De Ketelaere nel ruolo di trequartista alle spalle di Nikola Krstović. Sugli esterni, Eljif Elmas a destra con il compito di garantire equilibrio e collegare i reparti, Jonathan Rowe a sinistra per attaccare la profondità e verticalizzare.

IL FROSINONE DI ALVINI - I ciociari hanno risposto con lo stesso sistema, interpretato però con sfumature differenti. Davanti a Palmisani, la difesa era composta da Oyono, Calvani, Giorgio Cittadini e Bracaglia. A centrocampo Giacomo Calò in regia e Masini più votato al lavoro di copertura. Sulla trequarti Ghedjemis e Giorgi Kvernadze sugli esterni, incaricati di innescare le ripartenze, e Romano Schmid al centro, pronto ad abbassarsi in aiuto della mediana ma anche a inserirsi. In avanti il riferimento era Antonio Raimondo.

UN PRIMO TEMPO SENZA EQUILIBRIO - La prima frazione è stata caotica sul piano difensivo da entrambe le parti, con errori in serie. La Dea ha sofferto le accelerazioni dei ciociari sulle corsie laterali, ma in fase offensiva ha imposto il proprio gioco: linea alta, palloni filtranti per vie centrali, cambi di ritmo e scambi rapidi hanno messo costantemente in crisi la retroguardia avversaria.

DE KETELAERE E ROWE - La nota più lieta è stata il ritorno ad alti livelli di De Ketelaere, protagonista con continuità per tutto il primo tempo. Al suo fianco Rowe si è mostrato frizzante nei duelli individuali e Gaetano ha lavorato con ordine nella costruzione. Particolarmente efficace l'intesa tra l'inglese e il belga: quando il primo stringeva verso il centro, il secondo si apriva sulla sinistra per puntare l'uomo e incidere con il pallone tra i piedi.

IL CROLLO DELLA RIPRESA - Dopo l'intervallo, archiviata una breve partenza sprint, il copione è cambiato. L'Atalanta ha abbassato vistosamente il baricentro, come le è accaduto spesso nelle ultime settimane, cedendo campo a un Frosinone capace di far girare palla con precisione nella metà campo offensiva e di presentarsi spesso in area. Nel finale la squadra nerazzurra non è più riuscita a ripartire – come sottolinea L'Eco di Bergamo – anche perché i subentrati non hanno dato la scossa, mentre la difesa ha continuato a soffrire sia nei duelli individuali sia nei movimenti di reparto. Le ultime due reti incassate, nate da situazioni simili, ne sono la prova.

IL FINALE - Anche dopo aver agguantato il pari, gli ospiti hanno continuato a spingere con maggiore convinzione, costringendo Carnesecchi a un paio di interventi importanti per difendere il risultato.

Davanti la Dea ha ritrovato idee e gol, dietro resta una squadra da ricostruire: la strada verso la continuità è ancora lunga.

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Sezione: Altre news / Data: Lun 26 ottobre 2026 alle 21:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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